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Prima Prova Maturità 2015: tema generale sul diritto all'istruzione svolto

La tipologia D (tema generale) della prima prova maturità 2015 tratta il tema del diritto all'istruzione, riflettendo sulle parole di Malala Yousafzai, ragazza pakistana premio Nobel per la pace 2014. Ecco il tema generale sul diritto all'istruzione della prima prova maturità 2015 svolto: 

Malala è un simbolo. È una eroina moderna in un modo dove la cultura sembra avere sempre un ruolo marginale, quasi emarginato. Malala ha sfidato un potere radicato in un mondo che non permetteva alle donne e alle bambine di essere istruite e le è quasi costata la vita. Il 9 ottobre 2012 fu ferita gravemente mentre tornava da scuola da un gruppo armato di talebani. Fu subito soccorsa e, dopo le prime cure in Pakistan, fu trasferita in un ospedale del Regno Unito, dove le venne ricostruita una parte del cervello. Malala è stata insignita del nobel per la pace per il suo impegno nell’affermazione del diritto all’istruzione, negato da un editto dei talebani del 2009.

Gli stessi vigliacchi che hanno minacciato la sua vita. Cosa significa questo coraggio oggi? Cosa vuol dire accettare la paura di essere uccisi per perorare una causa maggiore, una causa non solo personale, ma universale? Cosa vuol dire vivere in un posto che non permette la funzione di consuetudini che per noi sono normali?
È difficile mettersi nei panni di una ragazzina che in coscienza si oppone a un potere ben radicato e forte e che va contro le norme stabilite pur di avere in cambio un diritto che a noi sembra banale. Un diritto che altri prima di noi hanno conquistato, come Malala.  Oggi, è ancora alto il tasso di analfabetismo nel mondo e ancora problematica la situazione in zone di guerra e dove la miseria la fa da padrona. Ma che cosa vuol dire essere istruiti, e perché è indispensabile conoscere? Il sapere, da sempre obiettivo principale degli uomini, è base per il superamento delle condizioni in cui gli uomini stessi sono costretti a vivere per cause di forze maggiori, è riconoscere i propri diritti perché se ne riconoscono le ragioni, è lottare, ribellarsi. È anche il gusto di imparare, apprendere, conoscere la parte bella del mondo; è sapersi integrare, accettare, vivere in pienezza. L’istruzione e la cultura sono pericolose; tutti i popoli soggiogati sono stati privati del diritto ad imparare e di conseguenza della loro tradizione, cultura e storia. Un attualissimo esempio è ciò che sta avvenendo in Siria e nelle zone limitrofe, ovvero la distruzione del loro e nostro patrimonio storico e culturale. Distruggere il passato, cancellare tracce di benessere e grandezza, evitare attraverso  la distruzione che altri possano vedere e quindi imparare. L’istruzione perciò, e la cultura in generale, sono armi potentissime che permettono agli uomini di essere liberi e quindi di scegliere e di conseguenza insegnano a non avere paura.

È un diritto sacrosanto quindi, non ancora realizzato in gran parte del mondo che oggi consideriamo più che civilizzato.
Malala perciò è un simbolo positivo di ciò che, senza paura delle conseguenze, si dovrebbe fare per ottenere ciò che si ritiene un diritto essenziale per una comunità e società. È difficile da comprendere per chi è abituato ad avere senza chiedere; è difficile considerare l’istruzione un valore o un traguardo necessario per essere uomini liberi. È difficile ma necessario. Grazie a lei noi siamo a conoscenza di ulteriori e gravi problematiche del suo mondo e grazie a ciò che ha detto e fatto, siamo in grado di capire e renderci conto dell’importanza delle cose che abbiamo, dell’importanza della libertà di scegliere e di vivere.

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