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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Saggio breve prima prova 2016 rapporto padre figlio svolto

SAGGIO BREVE PRIMA PROVA 2016 RAPPORTO PADRE FIGLIO SVOLTO. Ecco il saggio breve artistico letterario svolto sul rapporto padre figlio della prima prova Maturità 2016:
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SAGGIO BREVE PRIMA PROVA 2016 SVOLTO: Ecco la traccia svolta dai nostri tutor.
Titolo: Papà, ti odio e ti amo
Consegna: Rivista cultura e società

Il rapporto padre e figlio nel corso del tempo non è sempre stato rose e fiori, e la letteratura e l’arte ce ne danno una nutrita testimonianza. Il ruolo del genitore, si sa, è quello di educare, ma spesso non si riesce a comprendere bene fino a quale limite arrivare. Di conseguenza, può capitare che un genitore sia troppo accondiscendente o troppo autoritario. D’altronde, essi sono essere umani e non macchine utilizzate con l’esclusivo compito di formare futuri adulti. Intervengono poi alcune dinamiche che fanno in modo che il rapporto genitore-figlio, in particolare quello padre e figlio, diventino conflittuali. Dinamiche che spesso e volentieri esulano dal ruolo genitoriale, come nel caso dei disguidi tra coniugi. E Umberto Saba, nella poesia “Mio padre è stato per me l’assassino”, ne dà un grandissimo esempio. Il poeta infatti, abbandonato dal padre in tenera età, lo ha conosciuto indirettamente dalle parole della madre: di conseguenza ha sempre avuto una visione negativa dell’uomo e un pessimo giudizio nei suoi confronti. Ecco perché lo definisce “assassino”. E’ assassino perché ha ucciso la vita del poeta e lo ha rovinato per sempre. Tuttavia, Saba conoscerà il padre a 20 anni, e lì si accorgerà di una cosa: l’incredibile somiglianza tra lui e quell’uomo di cui ha sentito solo cose negative! Questo è un esempio letterario, ma ciò avviene continuamente nella società attuale. Sono tante ormai le coppie divorziate che versano la propria rabbia sui figli, facendo apparire l’altro coniuge come l’individuo peggiore del mondo. Si tratta di un atteggiamento non molto educativo, che scatena nei figli solo confusione in pensieri e sentimenti. Ma il rapporto conflittuale tra padre e figlio non avviene solo in questo ambito: quanti padri conosciamo che adottano metodi educativi troppo autoritari, sfociando spesso nella crudeltà? Sono tantissimi, e non ci riferiamo soltanto a pochi decenni fa, quando i figli venivano educati a “mazza e panelle”, ma situazioni del genere accadono anche oggi. Un grandissimo esempio letterario ci viene fornito da Lettera a mio padre di Kafka. Lo scrittore riflette il proprio disagio dovuto alla conflittualità con il padre nelle sue opere letterarie, ma in Lettera a mio padre (mai consegnata al destinatario), abbiamo la testimonianza diretta. L’autore infatti descrive i pessimi metodi educativi del padre, e in particolare un episodio mette in luce quanto a volte, essere troppo severi, non giova a nulla. Kafka racconta di quando una notte piangeva, forse semplicemente per attirare l’attenzione. Ma invece di consolarlo, il padre lo prende e lo porta fuori, davanti alla porta di casa, al freddo. Una punizione umiliante, che gli ha insegnato a obbedire ma di certo non lo ha reso una persona migliore. Lo stesso atteggiamento ci viene descritto nel romanzo “Con gli occhi chiusi” di Tozzi. Nel brano tratto dal libro viene messa in evidenza l’avversione del padre nei confronti del figlio e il suo essere autoritario e severo. Ma ciò non porta a nulla: Pietro sta zitto e dimesso, ma non obbedisce. Nonostante tutto però, Saba, Kafka e lo stesso Pietro odiano sì il padre, ma in fondo provano uno strano affetto nei confronti di questi uomini che, nonostante tutto, li hanno messi al mondo. Il conflitto tra padre e figlio a volte emerge con il passare degli anni. Ne è testimonianza il romanzo autobiografico Una donna di Sibilla Aleramo. Qui fin dalle prime pagine emerge un’immagine positiva dell’uomo: una persona forte, intraprendente, colta, simile in tutto e per tutto all’autrice. Gli anni però passano e la bambina diventa donna: il distacco allora è inevitabile, ma la rottura diventa definitiva con la scoperta, da parte della ragazza, dei tradimenti del padre. L’immagine allora si macchia e qualcosa si spezza: una grande delusione si innesta nel cuore di Sibilla, perché suo padre non è l’uomo perfetto come ha sempre pensato, e ciò genera dolore e sofferenza. Ma anche qui l’affetto rimane e l’episodio segna per sempre la vita dell’autrice. Cosa possiamo dire, dunque, in conclusione? Essere genitore non è semplice, soprattutto essere padre: l’uomo di casa, il pater familias, deve avere la giusta autorità senza esagerare, cercando di ottenere il rispetto senza umiliare i propri figli. Con un’educazione troppo rigida non si ottengono risultati positivi: quello che ne conseguirà sarà solo un adulto debole, capace solo di obbedire e con problemi relazionali.

Ecco la guida allo svolgimento di un saggio breve: Saggio breve prima prova 2016: la guida

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