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Seconda prova scienze umane 2016 tema svolto

SECONDA PROVA SCIENZE UMANE 2016: IL TEMA SVOLTO. La seconda prova 2016 si sta svolgendo e i maturandi di scienze umane stanno affrontando la traccia scelta dal Miur riguardante i Sistemi d’istruzione validi in Europa. Noi della Redazione di Studentville abbiamo un tutor che sta svolgendo la prova per voi. Seguendo questo link troverete le risposte ai quesiti della seconda prova di scienze umane: Svolgimento traccia pedagogia liceo scienze umane seconda prova maturità
Ecco invece il link per seguire il live sulla seconda prova 2016: Seconda prova 2016: tracce e soluzioni

TEMA SVOLTO SECONDA PROVA SCIENZE UMANE. Ecco di seguito il tema svolto di seconda prova 2016 di scienze umane svolto da uno dei nostri tutor.
Titolo: Le finalità dei sistemi di istruzione in Europa
Traccia: Il candidato, avvalendosi anche della lettura e dell’analisi dei documenti riportati, illustri le sue considerazioni sulla funzione e il ruolo dei sistemi scolastici in Italia e in  Europa nell’attuale contesto socio-culturale.
Svolgimento: I due testi selezionati evidenziano, ponendo l’accento su tematiche differenti, come possa essere concettualizzata l’efficacia del sistema scolastico. In prima istanza nel documento di De Mauro si evince come il sistema scolastico, e in particolare il tempo scuola, ovvero il numero di anni e ore che le persone trascorrono all’interno dell’istituzione scolastica, possa essere ritenuto di per sé condizione necessaria ma non sufficiente a determinare la qualità dei risultati raggiunti. Tale affermazione, basata su indagini che comparano diversi aspetti dell’istruzione scolastica nei vari paesi europei, appare condivisibile solo a partire da un presupposto: il livello di cultura diffusa tra la popolazione. Tale livello, misurato attraverso opportuni indicatori, è in grado di rendere conto dell’accessibilità e utilizzo di strumenti altri, quali ad esempio  biblioteche e internet, che consentono di accrescere e condividere il sapere. Nell’analisi del testo di De Mauro emerge quanto il ruolo del contesto socio-culturale appaia determinante quale possibile integrazione e potenziamento del sistema scolastico, che risulta nell’esempio proposto del popolo finlandese, ridotto nei tempi delle possibilità formali, ma arricchito nell’accesso alle possibilità informali di fruizione culturale. Nel contesto italiano, avvalendosi nuovamente dei dati delle indagini che restituiscono una situazone più amara, la scuola, e in particolare la scuola pubblica, si profilano ancora, oggi come nel dopoguerra, unico luogo di apprendimento e condivisione del sapere. Obiettivo ultimo risulta la riduzione delle disuguaglianze sociali. Disuguaglianze sociali che vengono chiamate in causa anche nel documento della Fondazione G. Agnelli, evidenziando come tale oggetto, e la condizione di discriminazione che ne deriva, fossero il fine ultimo delle indagini e comparazioni dei vari sistemi scolastici, perlomeno in una fase iniziale. Tale sistema, basato sulla valutazione degli apprendimenti degli studenti, conosce in prima istanza questo scopo, destinato poi a modificarsi e a ritornare utile essenzialmente per la valutazione dell’ampiezza di apprendimenti e competenze. Analogamente a quanto precedentemente esposto riguardo al documento di De Mauro, anche qui si evidenzia il peso relativo del tempo scolaastico e del titolo raggiunto. Nell’analisi della Fondazione Agnelli tuttavia tale affermazione risulta utile ad evidenziare che ciò che assume rilievo è quanto si è riuscito ad apprendere in funzione di come sia possibile utilizzarlo, in altre parole quale competenza si è costruita nel corso degli anni di istruzione e formazione. Le competenze infatti, risultano essenziali nella odierna società globalizzata e tecnologica e all’esigenza di competenze il sistema scolastico deve orientarsi. Dai due testi presentati si evince dunque la duplice immagine della scuola come luogo di sapere e luogo di competenza. Ne consegue che l’apprendimento debba essere incentivato e promosso nelle sue diverse modalità, integrando formazione e lavoro. In conclusione si può inoltre sostenere che la formazione e la crescita del capitale umano avvengano tramite processi educativi che si realizzano non soltanto all’interno del sistema scolastico, ma anche nell’ambiente familiare e sociale. Il documento di Europa 2020, che segue la strategia di Lisbona 2010, stabilisce quali obiettivi debbano essere raggiunti dagli Stati membri dell’Unione Europea. E’ evidente, anche in base a quanto emerge dall’analisi del testo di De Mauro, che tali obiettivi per poter essere efficaci debbano essere declinati a livello locale.

 

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