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Seconda prova Scienze Umane 2017: traccia svolta

Seconda prova Scienze Umane 2017: traccia svolta

Frequenti scienze umane e sei preoccupato per  com'è andata la prova della Maturità 2017?  Qui trovi tutto quello che ti serve, a partire dalle Materie Maturità 2017: Liceo scienze umane fino ad arrivare alle tracce già svolte della Maturità 2017. Ecco i quesiti svolti dell'indirizzo tradizionale:

Il termine cultura fu coniato da Tylor nel 1871 e stava a significare tutto quell’insieme di conoscenze, credenze, arte, morale, legge e costumi acquisita dall’uomo come appartenenza alla società.
Ruth Benedict, antropologa del Culturalismo Americano affermava che la CULTURA E’ CIO’ CHE TIENE INSIEME GLI UOMINI.
Il concetto di cultura oggi giorno è cambiato con l’avvento dei mass media, questa è una correlazione importante e da non sottovalutare.
Si può affermare che con l’avanzamento della tecnologia, dei mass media e del mondo telematico anche il concetto di cultura è cambiato, o meglio ha subito anche esso delle trasformazioni radicali.
Alla cultura contemporanea di certo non è associata la stessa importanza della cultura tradizionale, ma non perché questa abbia meno rilevanza, ma perché quest’ultima è condizionata da tutti quegli avvenimenti giornalieri che posso influenzare l’aspetto dell’istruzione, della conoscenza e dei saperi.
Si sottovaluta l’aspetto funzionale che può dare la cultura e l’istruzione.
Sociologicamente parlando il termine “Cultura” ha tutto un altro significato rispetto a quello che noi usiamo quotidianamente nel parlare.
Cultura: Insieme delle informazioni in senso lato che avvengono attraverso processi di socializzazione.
Da qui si può capire bene come gli studi sociologici, antropologici e pedagogici abbiano sviluppato un linguaggio proprio.
DEWEY E MCLUHAN:
Anche vari autori e filosofi si sono interessati della teorizzazione del concetto di cultura influenzata dal mondo dei mass media ,fra questi Jonh Dwey, importante pedagogo che ha inserito il concetto di cultura nella democrazia:
Dewey affronta il concetto di 'democrazia' anzitutto nei suoi aspetti culturali, che sviluppa a partire da una personale rilettura dell'opera di Emerson, che Dewey in un articolo del 1903 considera l'autentico "filosofo della democrazia". Da qui deriva una rilettura radicale dell'idea stessa di democrazia. L'ambiente sociale che Dewey identifica come il mezzo costruttivo per lo sviluppo delle energie individuali è la società democratica.
In democrazia, infatti è richiesta la collaborazione di tutti per il bene della società, in quanto i sistemi democratici hanno il vantaggio di essere in perenne stato di crisi e necessitano quindi di una continua disponibilità al cambiamento. Per Dewey, una persona per partecipare ad una Democrazia deve avere questi quattro requisiti:
- alfabetizzazione: secondo l'autore il saper leggere e scrivere poteva fornire le stesse possibilità anche alle classi meno abbienti.
- competenze culturali e sociali le quali portano ad un maggior interesse per la vita pubblica
- pensiero indipendente, requisito fondamentale della democrazia che non può vivere con un - pensiero unico (indottrinamento)
- predisposizione a condividere con gli altri

Per questi motivi, l'educazione ha un ruolo preponderante nella creazione della società democratica.
Un altro importate sociologo è McLuhan che affronta il concetto di Cultura collegato a quello della comunicazione
Marshall McLuhan (1911-1980) nel suo scritto più famoso, Gli strumenti del comunicare (1964), aveva sostenuto che è importante studiare i media non tanto in base al contenuto che essi veicolano, ma in base ai criteri strutturali con cui essi organizzano la comunicazione.
Il primo medium analizzato fu la stampa, nell’opera La galassia Gutenberg (1976), in cui ritenne che la stampa è la tecnologia dell’individualismo, del nazionalismo, della quantificazione, della meccanizzazione, dell’omogeneizzazione e quindi quella tecnologia che ha reso possibile l’era moderna Soffermandosi sul mezzo in generale distinse poi tra media freddi e media caldi.
I primi sono quei mezzi di comunicazione che hanno una bassa definizione e che quindi hanno bisogno di un’alta partecipazione da parte dell’utente, in modo che egli possa riempire e completare le informazioni non trasmesse; i secondi invece sono caratterizzati da alta definizione e bassa partecipazione dell’utente. Queste sono le caratteristiche principali della comunicazione moderna. Grazie ad essa si arriva a ciò che lo studioso canadese definì villaggio globale: sottolineando come il mondo sia diventato così piccolo comportandosi come un villaggio, grazie ai media che hanno ridotto le distanze.
Il fatto che mcLuhan abbia dato importanza al mezzo sta proprio nel fulcro della sua teoria: la struttura comunicativa di ogni medium suscita negli utenti-spettatori determinati comportamenti e modi di pensare e porta alla formazione di una determinata forma mentis; quindi la struttura rende il medium non neutrale. Si pensi ad esempio alla società del tutto-e-subito in cui viviamo oggi, in occidente, formatasi a causa della velocità cui ci hanno abituato le nuove tecnologie informatiche e del web.
Quindi i mezzi di comunicazione possono creare delle conseguenze inaspettate in una società poiché spesso crediamo che ciò che conti sia solo il messaggio. McLuhan arrivava perfino a sostenere che se la tv trasmette dei programmi per bambini o spettacoli violenti ci sarebbero le stesse conseguenze negli utenti, ma vi sarebbe una certa differenza se gli stessi contenuti venissero veicolati tramite altri mezzi. E così si possono portare anche esempi delle diverse civiltà che sono tali anche perché utilizzano diversi mezzi di comunicazione.
Da quello che si può capire tutto il sistema attuale è cambiato radicalmente e il mondo telematico ha influenzato tutta la sfera sia dal punto di vista sociale, che culturale.
CULTURA DI MASSA HA INFLUITO SULLA STRUTTURA DEI SISTEMI SCOLASTICI:
Uno dei maggiori psicologi che parla di DIDATTICA INDIVIDUALIZZATA  è stato Gardner, afferma che un sistema scolastico perfetto sarebbe quello di individuare le “intelligenza presenti in classe e stendere una didattica basata sui dati emersi, per far si che ogni alunno sia spinto per affrontare gli studi in modo volonteroso.
Il fattore che influisce più di tutti anche nel sistema scolastico attuale è la società di massa.
Individuare le varie intelligenze è anche un punto a favore degli studenti, ma la cosa che interessa oggi è far viaggiare di pari passo la cultura contemporanea cioè caratterizzata da tecnologie e strumenti agli studi didattici. La società di massa in questo ha un ruolo importante :
Nelle società complesse, anche grazie alle sempre più raffinate tecnologie della comunicazione, gli apprendimenti non sono soltanto il risultato ultimo di un processo unilineare in presenza. L’apprendimento è un processo attivo che coinvolge la persona che apprende nella sua integralità come protagonista di un processo di costruzione di conoscenze, di abilità, di competenze e di comportamenti in un contesto interattivo con i docenti, i condiscepoli, i media didattici. La persona che apprende è emotivamente partecipe dell’apprendimento, che è fatto insieme cognitivo e motivazionale. Il processo di apprendimento si configura, quindi, come un processo di costruzione: la persona che apprende non è semplicemente ricettiva degli stimoli che le vengono dall’esterno, ma rielabora continuamente le nuove conoscenze che acquisisce sulla base di quelle preesistenti, che costituiscono la sua personalità. Le dinamiche dell’apprendimento sono, per loro natura, reticolari, flessibili, polivalenti, popperianamente aperte: le tecniche di insegnamento per risultare efficaci devono muoversi sulla medesima lunghezza d’onda. Il processo di insegnamento crea le condizioni nelle quali gli allievi acquisiscono le conoscenze, trasformandole in competenze esercitabili anche in contesti culturali e esperienziale differenti da quello in cui vengono promosse: in questo processo, viene ad essere progressivamente acquisita la tecnica dell’imparare ad imparare, attraverso strategie metacognitive che permettono di acquisire abilità di studio e di lavoro più che specifici contenuti. L’apprendimento non è l’esito meccanicisticamente predeterminato dell’insegnamento: far incontrare insegnamento ed apprendimento significa mediare tra i concetti epistemologicamente coerenti del primo e gli schemi del pensiero che apprende del secondo. In tal senso, la scuola è un ambiente di apprendimento intenzionalmente organizzato a questo fine: essa ha il compito di consentire che tutti possano apprendere; quali che siano le strategie metodologiche utilizzate, essa, attraverso la personalizzazione dei processi di apprendimento, deve recuperare i discenti problematici alle prese con difficoltà motivazionali, cognitive ed affettive e valorizzare quelli normo e super dotati, anche con attività di tutoraggio dei coetanei, implementando in tutti il rispetto dell’altro, la partecipazione, l’interdipendenza, le competenze sociali che valgono a sviluppare competenze cognitive superiori e la scoperta e la valorizzazione dei propri talenti.

È appena uscita la traccia dell'opzione socio-economica: ecco tra poco le tracce svolte! Il Liceo di Scienze Umane permette agli studenti che lo frequentano di approfondire i principali campi di indagine delle scienze umane, della ricerca pedagogica, psicologica, antropologica e storica; quest'anno come seconda prova, che si terrà oggi, è stata scelta proprio scienze umane. Gli studenti che si presenteranno in aula per l'esame di stato, frequentando il liceo di Scienze Umane avranno sei ore per portare a termine l’esame. La traccia solitamente è sulla base di un documento o un brano trattato durante l’anno scolastico. Siete pronti? Una volta studiato il brano saranno chiamati a rispondere con la penna a due quesiti (le domande in realtà sono quattro, ma bisogna svilupparne solo due) argomentando il tema proposto nella maniera più approfondita possibile. Paura? No panic! Basta semplicemente riportare ciò che avete studiato durante l'anno.

Non è finita: per gli studenti dell’indirizzo economico-sociale, invece, la traccia sarà certamente di Diritto ed economia politica, e consisterà nell’analisi di casi o situazioni socio-politiche, giuridiche o economiche, con un approfondimento sintetico di determinati meccanismi politici, sociali ed economici suggeriti dalla traccia stessa. Occhio, quindi, ad essere preparati, perché la traccia potrebbe risultare piuttosto insidiosa. Cosa si potrà portare? Gli studenti durante la seconda prova di maturità avranno diritto ad usare il dizionario di italiano; mentre quelli a indirizzo economico potranno consultare anche la Costituzione italiana, il Codice Civile e quello delle leggi complementari. I volumi devono però essere senza commento. Insomma, occhio a non barare che potrebbero accorgersene e non permettervi di utilizzare nulla. 

La soluzione ai quesiti dell'opzione economico-sociale:

Ciclo economico:
IL CICLO ECONOMICO IL CICLO ECONOMICO Il ciclo economico indica le fasi alterne di espansione e di contrazione dell'attività economica di un paese, che appare da indici quantitativi globali, come il prodotto nazionale, o una variabile, come la produzione industriale o l'occupazione. La sua regolarità e le sue manifestazioni hanno persuaso gli economisti che il ciclo economico è un fenomeno tipico del sistema capitalista nato dalla rivoluzione industriale. Anche se i cicli sono irregolari, cioè che ripetono con caratteri diversi , si possono distinguere in: . cicli brevi (Kitchin) che durano dai 2 ai 4 anni e sono causati dalle variazioni delle scorte presso le imprese; . cicli propriamente detti (Juglar) hanno una durata dai 4 ai 10 anni ; . cicli lunghi (Kondratieff) durata dai 50 ai 60 anni e condizionano i cicli più brevi che si verificano durante il loro periodo. Lo studio della dinamica delle fluttuazioni cicliche richiede che vengano eliminati i fattori di disturbo che possono oscurare la reale meccanica del ciclo; sono costituiti dai fatti accidentali che sono di natura del tutto casuale e dai movimenti stagionali che hanno una durata più breve, mensile o giornaliera. Ogni hanno si verificano nel mese di dicembre notevoli aumenti nelle vendite. È possibile eliminare l'incidenza stagionale ed ottenere il dato destagionalizzato che permette di conoscere l'andamento reale del fenomeno. Schumpeter individuò nell'introduzione delle innovazioni tecnologiche nel processo produttivi la causa principale delle fluttuazioni di lungo periodo. Le innovazioni non si distribuiscono in modo uniforme nel tempo ma sono introdotte a grappoli dato che tendono a concentrarsi in determinati periodi. La loro introduzione ha ricadute che durano nel tempo fino a quando i nuovi beni saturano il mercato, a questo punto le imprese diminuiscono gli investimenti perché sono diminuite le prospettive di profitto. Inizia la fase recessiva del ciclo che ha termine solo con l'introduzione di altre innovazioni. Ha individuato 4 onde lunghe la cui espansione è legata all'introduzione della macchina a vapore, allo sviluppo delle ferrovie, dell'elettricità e dell'industria chimica e all'introduzione dell'automobile. La grande crisi del 1929/32 è la più nota per gli effetti devastanti, infatti negli Stati Uniti la produzione industriale si ridusse in pochi anni del 50%. La crisi esplose in tutti i paesi industrializzati ,negli stati uniti si manifestò con una rovinosa caduta della borsa avvenuta giovedì 24/10/1929 detto il giovedì nero. I fallimenti ebbero una brusca impennata. La disoccupazione raggiunse livelli insostenibili del 25% e l'indice dei prezzi cadde del 30%. La crisi estesa in tutta Europa si aggravò a causa delle politiche economiche adottate dai governi rigidamente applicato incapace di assicurare la liquidità ai pagamenti internazionali. Ogni paese pensò di limitare i danni della crisi svalutando la propria moneta e fissando limiti alle importazioni estere.

2) Cosa affermano gli economisti monetaristi al contrario di quelli keynesiani:
I keynesiani sostengono che la domanda possa essere stimolata dalla politica fiscale e monetaria.
Di conseguenza, quando l'output è al di sotto dell'output potenziale dell'economia (non si produce quanto si potrebbe), la banca centrale potrebbe inondare il sistema di moneta, in questo caso in uno schema IS-LM: ci sarebbe un eccesso di offerta di moneta > le famiglie si disferebbero dell'eccessiva liquidità comprando titoli > salirebbe il prezzo dei titoli per l'aumento della loro domanda > scenderebbe il tasso di interesse (relazione inversa con il prezzo) > le imprese acquisterebbero più beni d'investimento (tasso basso) > aumenterebbe l'output.
Cioè ci sono effetti reali, perchè si produce un aumento dell'output. Infatti nel breve periodo non c'è perfetta flessibilità di prezzi dei beni e dei fattori produttivi.

I monetaristi sono convinti del fatto che l'equilibrio economico corrisponda ad un output naturale, determinato dal tasso naturale di disoccupazione.
Un aumento della quantità di moneta in circolazione non avrebbe che l'effetto di aumentare il livello dei prezzi, di creare, dunque, inflazione.
Difatti, se improvvisamente ci fosse più moneta, le famiglie si troverebbero con più liquidità da utilizzare per beni e titoli e questo produrrebbe un aumento di domanda che non può essere soddisfatta (abbiamo già output naturale), questo innescherebbe solo un aumento del prezzo di beni e titoli.

3) Principi di tutela del lavoro presenti della Costituzione Italiana:
La Costituzione italiana riconosce al lavoro un ruolo costitutivo della comunità sociale e del suo ordinamento: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.” (art. 1 Cost.). Non solo, impegna le istituzioni repubblicane a promuovere le condizioni per cui ognuno possa, nell’ambito delle proprie possibilità, partecipare attivamente all’organizzazione del Paese: “ … É compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” (art. 3 Cost.). Inoltre, la Repubblica “tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.” (art. 35 Cost.), riconosce alle donne “gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.” (art. 36), garantisce e tutela l’organizzazione sindacale (art. 39), garantisce il diritto di sciopero (art. 40). La legge 20 maggio 1970, n. 300 “Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento” è, dopo la Costituzione, il riferimento legislativo più importante del diritto del lavoro e del diritto sindacale. Questa legge, meglio nota come lo Statuto dei lavoratori, regolamenta il potere organizzativo, direttivo e disciplinare dei datori di lavoro al fine di consentire la tutela della dignità, della salute, della riservatezza, della professionalità dei lavoratori. La prima parte dello statuto contiene le norme a tutela dei diritti individuali dei lavoratori; la seconda parte contiene le norme che limitano l’autonomia dei datori di lavoro; la terza parte contiene le norme sulla tutela dell’attività sindacale; le disposizioni finali sono volte ad impedire comportamenti antisindacali del datore di lavoro. Dopo la Costituzione e le leggi vengono i contratti collettivi nazionali di lavoro. Essi dettano le norme alle quale devono attenersi i datori di lavoro ed i lavoratori dal momento in cui stipulano un contratto individuale di lavoro. Lo Statuto dei lavoratori è un testo che ogni cittadino, sia datore che prestatore di lavoro, dovrebbe conoscere, anche perché è aperto da tempo un impegnativo dibattito sulla sua riforma.

4) Che ruolo ha lo Stato Italiano nel limitare la crescita della disoccupazione:
La recessione che il Paese sta attraversando ormai da 7 anni riflette l’effetto congiunto di diversi fattori che combinati tra loro hanno avuto conseguenze rilevanti. La conseguente caduta del PIL, più del 2% nel 2012, ha determinato una riduzione della domanda di lavoro, ma non di certo dell’offerta. Il mercato del lavoro è stato quello più colpito, con una perdita negli ultimi anni di circa 750mila posti che, secondo le stime, per essere riassorbiti richiederebbero una crescita economica superiore al 2%  all’anno nei prossimi dieci anni. Aspettativa quanto mai fantasiosa.
E non è tutto. Se ci allarmiamo nel leggere che la percentuale di disoccupazione ha superato il 12% (il 13% se pensiamo solo all’occupazione femminile) dovrebbe ancor di più farci riflettere il fatto che l’entità delle perdite occupazionali è stata contenuta dalla riduzione delle ore lavorate per occupato e dalla flessione della produttività. CIG, la riduzione delle ore di straordinario e maggiore diffusione del part time (in particolar modo nella fascia femminile della popolazione) hanno frenato la perdita di occupati che avrebbe altrimenti raggiunto le 870mila persone. Quella del part time, intesa come scelta “involontaria” cioè di lavoratori che non hanno trovato altro impiego pur cercandolo o che hanno dovuto ridurre l’orario di lavoro per il mantenimento del posto, è un dato che in Italia è superiore a quello di tutti gli altri paesi europei. Intanto l’offerta di lavoro continua da aumentare e non dipende solo dal fattore “giovani” – seppur il più colpito - e dal posticipo dell’età pensionabile, ma anche dall’aumento della “partecipazione”. Soggetti precedentemente non attivi hanno iniziato a cercare un lavoro, spinti della necessità di sostenere la propria famiglia in questo periodo di crisi. Un fenomeno che ha coinvolto in particolare la componete femminile. Donne che non lavoravano o che erano uscite dal mercato del lavoro tornano o cominciano a partecipare, spesso però in posizioni poco qualificate.
Se nelle statistiche ufficiali al numero dei disoccupati affiancassimo anche quello degli inattivi ora alla ricerca, avremmo un quadro molto più ampio, ben 900mila persone circa. Un numero impressionate se si considera che è forza lavoro non utilizzata, che causa delle perdite sia economiche che umane. Il deterioramento umano di chi rimane fuori dal mercato è un danno individuale che comporta una perdita sociale, sia per le ridotte potenzialità di crescita sia per le esternalità negative nei rapporti sociali.
Le misure da intraprendere, secondo la Raccomandazione, dipendono dalle caratteristiche del giovane e possono essere: reinserimento nel sistema della formazione e/o dell’istruzione, nel caso di early school leavers o di persone con scarsa qualificazione professionale; definizione di percorsi di inserimento personalizzati nel mercato del lavoro; interventi sui costi indiretti del lavoro; promozione della mobilità del lavoro; promozione di star-up.

Seconda prova Scienze Umane 2017: lo studio

Per prepararsi alla seconda prova del liceo delle scienze umane bisogna organizzare lo studio tale da memorizzare la parte teorica del programma ed esercitarsi nella scrittura, altrimenti si rischia di sbagliare la prova anche se si conosce il programma a memoria! Dunque, ecco qualche dritta per prepararsi bene e in modo efficace:

  • Segui le lezioni e studia costantemente nel corso dell'anno
  • Fai qualche schema da utilizzare poi nel corso del ripasso finale
  • Di ogni argomento trattato leggi qualche testo per approfondire e prova a scrivere un tema commentando e riflettendo. Utilizza le tracce presenti sul tuo libro di scuola!

Prima della prova ripassa tutto il programma svolto nel corso dell'anno (Scienze umane per l'indirizzo tradizionale e Diritto ed Economia Politica per l'opzione economico-sociale), dividendo gli argomenti nei diversi giorni che ti separano dall'esame. Ricorda di allenarti anche nella scrittura, utilizzando simulazioni d'esame o le tracce degli anni precedenti. A questo proposito la redazione di Studentville ha voluto aiutarvi proponendovi quest'anno la prova dell'anno scorso per tenervi in allenamento. Scopriamola insieme. Mentre ripassate sulle simulazioni e le prove degli anni precedenti, però, tenete a mente il mantra pubblicato dal ministero. Allenarsi risulterà fondamentale per la riuscita dell’esame, anche se: “È opportuno ricordare che le tipologie proposte negli esempi di prova non necessariamente corrisponderanno a quelle che saranno oggetto delle prove d’esame”. Siete pronti? Noi sì! 

SVOLGIMENTO SECONDA PROVA SCIENZE UMANE 2016: TRACCIA DI PEDAGOGIA 

Siete pronti? Ecco la prova svolta dello scorso anno per allenarvi ed essere assolutamente preparati a superare la maturità 2017 nel migliore dei modi possibili.

Qui trovi il link con il tema svolto di pedagogia:

TRACCIA DI PEDAGOGIA SECONDA PROVA SCIENZE UMANE 2016: SVOLGIMENTO

Ecco lo svolgimento delle risposte alle  domande.


Illustra brevemente il  significato del termine “competenza” nel dibattito pedagogico
Il termine competenza fa riferimento alla capacità di realizzare efficacemente un compito o un insieme di compiti. Nell’ambito del dibattito pedagogico possono essere rintracciate diverse accezioni del termine competenza. Una prima accezione può essere rintracciata nella pedagogia per obiettivi e nel comportamentismo, in cui la competenza è intesa come comportamento, ovvero un atto finalizzato a rispondere ad una specifica situazione. Diversa invece l’accezione proposta dal cognitivismo in cui la competenza può essere intesa come un insieme di atti osservabili, un’azione funzionale ad un risultato.
Può essere operata una distinzione tra conoscenze (knowledges), abilità (skills), competenze (competences). Sebbene la competenza sia da intendersi piuttosto in realzione ad un saper fare, questo concetto è strettamente collegato al concetto di sapere, non inteso solo e unicamente come ricezione passiva di informazioni. La competenza implica infatti il ricorso a conoscenze concettuali e procedurali che permettono di attuare un’azione efficace utile alla risoluzione di una situazione identificata come situazione-problema.
Spiega il nesso tra democrazia ed educazione nel pensiero di Dewey
Nel pensiero di Dewey l’educazione deve essere concepita come interazione tra l’individuo e l’ambiente in cui è inserito. L’educazione viene inoltre proposta nel pensiero di Dewey come condizione essenziale alla realizzazione della democrazia, così come l’autore sottolinea nella propria fondamentale  opera  Democrazia ed educazione (1916). L’educazione deve dunque mirare a promuovere l’esercizio della democrazia nella società. La democrazia è intesa come quella forma di organizzazione sociale in cui la partecipazione del soggetto alle scelte politiche è non solo possibile, ma auspicata e sollecitata. Risulta evidente come l’individuo a cui l’azione educativa è rivolta è da intendersi come soggetto sociale e il processo educativo è da intendesi come fenomeno sociale indispensabile alla conservazione e allo sviluppo di qualsiasi comunità. In sintesi ciò che Dewey indica rispetto al rapporto tra educazione e democrazia è che i principi ispiratori della democrazia devono essere sperimentati all’interno del processo educativo.
Il candidato esponga brevemente principi e modalità della valutazione degli apprendimenti
La valutazione degli apprendimenti  assume un duplice ruolo: certificazione di quanto appreso e regolazione dell’azione didattica. In base a quest’ultimo compito la valutazione consente infatti di ottenere informazioni relative all’esito di un processo complesso come quello di insegnamento-apprendimento e di poterlo eventualmente rivedere ed adeguare. Attraverso l’attività di valutazione è dunque possibile promuovere opportunità formative e di apprendimento. Possono essere identificate tre diverse fasi della valutazione degli apprendimenti: valutazione iniziale, valutazione in itinere e valutazione finale. La valutazione iniziale, svolta attraverso ad esempio la somministrazione di prove di ingresso, consente di accertare il possesso di determinati pre-requisiti. Analizzare la situazione iniziale assume  un particolare rilievo per la progettazione educativa e didattica. La valutazione in itinere, svolta ad esempio attraverso la somministrazione di prove di verifica, consente un monitoraggio degli apprendimenti degli allievi. La valutazione finale, svolta con cadenza quadrimestrale, consente di individuare in che misura gli obiettivi sono stati raggiunti e certificare le competenze acquisite

 

Ecco la traccia di pedagogia:

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