Articoli Esame Maturità

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  • Scritto da: Angela Ardizzone

Traduzione versione latino maturità 2015

Il testo proposto per la seconda prova di maturità 2015 del liceo classico tratta la morte di Tiberio, descritta in Annales VI, 50. Ecco qui la traduzione della versione "Gli ultimi giorni di Tiberio" di Tacito:

Ormai le forze fisiche e le energie spirituali erano venute meno, ma la forza di simulazione non aveva ancora lasciato Tiberio, la durezza d'animo in lui era immutata, sempre circospetto nel discorso e nell'atteggiamento del volto; a tratti animato da affettata gentilezza, cercava di nascondere la consunzione del corpo, che tuttavia era evidente. Molto spesso aveva cambiato dimora, e alla fine si era stabilito vicino al promontorio Miseno, nella villa di cui un tempo Lucullo era signore. Così, come dirò adesso, si venne a sapere che qui Tiberio era prossimo alla fine. Si trovava là un medico molto capace, di nome Caricle, il quale, se proprio non curava le malattie del principe, era, però, solito a fornirgli molti consigli. Questo, come se stesse per partire per affari suoi, salutò Tiberio e, prendendogli la mano con atto di simulato ossequio, gli tastò il polso. Non riuscì ad ingannarlo, poiché Tiberio, forse irritato e proprio per questo reprimendo ancor più la rabbia, ordinò di riprendere il banchetto e si trattenne a tavola oltre il solito, come se volesse onorare l'amico che se ne amdava. Tuttavia, Caricle rassicurò Macrone che le forze vitali di Tiberio stavano cedendo, in modo che egli non sarebbe durato in vita più di due giorni. Si accelerarono, perciò, i provvedimenti del caso, con colloqui tra i presenti e con messaggi ai legati e agli eserciti. Sedici giorni prima delle kalende di aprile, poiché gli era venuto meno il respiro, si credette che Tiberio fosse giunto alla fine della sua vita terrena, e già Caio Cesare, accompagnato da una folta schiera di gente che si rallegrava con lui, usciva a cogliere i primi istanti dell'impero, quando fu improvvisamente annunziato che Tiberio aveva ricominciato a parlare e, riaperti gli occhi, chiamava perché gli portassero del cibo per riaversi dal malessere. Tutti furono presi da sgomento, alcuni si dispersero qua e là, ciascuno si atteggiava a mestizia o fingeva di non sapere nulla; Caio Cesare, impietrito nel silenzio, sembrava aspettare, precipitato da tanta superba speranza, l'estrema condanna. Macrone, invece, senza esitare, ordinò subito di soffocare il vecchio sotto un viluppo di vesti e comandò agli altri di allontanarsi dalla soglia. Così morì Tiberio all'età di sessantotto anni. 

Traduzione tratta da C. Questa, B. Ceva.


Traduzione letterale e analisi della versione inviataci dalla nostra collaboratrice Maria Di Lorenzo:

Ormai  la salute fisica, le forze, non ancora la finzione abbandonavano Tiberio: parimenti il rigore dell'animo; proteso con il volto e con le parole di quando in quando su un'affabilità ricercata quanto  possibile celava  un manifesto mancamento di forze. E passato più frequentemente da un luogo all’altro si stabilì finalmente presso il promontorio di Miseno nella villa in cui una volta Lucullo era stato il padrone. Si venne a sapere in tale maniera che costui  in quel luogo stava per morire. In zona si trovava un medico famoso di professione, di nome Caricle, non avvezzo in verità  a curare le malattie del principe,  tuttavia offrì la propria esperienza medica (una molteplicità di consigli). Egli, mentre andava via, per così dire, per gli affari personali e per una forma di dovere, mentre gli stringeva la mano tastò la pulsazione delle vene. E non si sbagliò: infatti Tiberio, nell'incertezza o forse perchè offeso ed ancor di più reprimendo la  rabbia, ordinò che fosse allestito un banchetto, e si sdraiò per trattenersi più del solito come se avesse voluto dare tributo all’onore dell’amico che stava andando via. Caricle tuttavia confermò a Macrone  che lo spirito stava vacillando e che non sarebbe durato più di  due giorni. Perciò durante i discorsi fra i presenti, in base alle notizie  presso i legati e gli eserciti si stavano facendo tutte le cose in fretta. Venute meno le forze, 17 giorni prima delle Kalende di aprile (16 marzo)  si credette che fosse morto; e tra l'affluenza di gran lunga per gioire (di coloro che gioivano)  si faceva avanti (era uscito)  G. Cesare per  prendere l'assunzione del trono  imperiale, quando improvvisamente fu annunciato che a Tiberio era ritornata la voce e la vista (si era rianimato) e che erano stati richiamati alcuni  per portare da mangiare per sopperire alla mancanza di forze. Da quel momento si diffuse uno spavento generale, e tutti gli altri si dispersero, ovunque    ognuno fingeva  o di essere triste o inconsapevole; G. Cesare attendeva in silenzio non discostandosi dalla recentissima ed estrema speranza. Macrone, spaventato,  ordinò che il vecchio venisse oppresso (soffocato) gettandogli addosso molte  coperte e di allontanarsi dalla soglia. Così Tiberio morì all'età di 77 anni (nel settantottesimo anno di età)".

Analisi:

  • idem animi rigor: qui si sottintende "nondum deserebat"
  • intentus: participio congiunto riferito al soggetto (Tiberius)
  • quaesita interdum comitate: quaesita participio aggettivale
  • mutatisque saepius locis: ablativo assoluto
  • apud promunturium: complemento di moto a luogo
  • Miseni: genitivo dichiarativo
  • in villa: complemento di stato in luogo
  • cui L. Lucullus quondam dominus: in questa frase è sottinteso "erat"; è una frase introdotta da cui che esprime una proposizione relativa. "Erat dominus" può tradursi anche nel senso di appartenenza e cui è un dativo che esprime idea della cosa posseduta (dativo possessivo).
  • compertum: qui è sottinteso "est", verbo espresso in forma impersonale e regge l’oggettiva: eum adpropinquare supremis
  • arte: ablativo di limitazione
  • regere: infinito retto da "solitus"
  • praebere: infinito storico
  • digrediens: participio congiunto
  • complexus: participio congiunto (il verbo è un deponente da complector)
  • premens: participio congiunto riferito al soggetto "Tiberius"
  • instaurari epulas: infinitiva retta da "iubet"
  • ultra solitum: finale espressa con il supino
  • labi spiritum nec ultra biduum duraturum: infinitive con valore oggettivo rette da firmavit
  • interclusa anima: ablativo assoluto
  • mortalitatem explevisse: oggettiva retta da "creditus est"
  • ad capienda imperii primordia: finale espressa con ad ed il gerundivo "capienda"
  • cum repente adfertur: temporale
  • redire Tiberio vocem ac visus vocarique: infinitive rette da "adfertur"
  • qui …. Adferrent: relativa impropria con valore finale
  • pavor sottintende dispergi: infinito storico
  • ceteri passim dispergi: infinito storico
  • Quisque fingere: infinito storico
  • Se (esse) maestum aut nescium: oggettiva retta dall’infinito storico "fingere"
  • opprimi senem: oggettiva retta da "iubet"
  • iniectu: complemento di modo (ablativo di modo)
  • discedique: infinitiva retta da "iubet"
  • ab limine: moto da luogo
  • octavo et septuagesimo aetatis anno: complemento d’età

 

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