Alternanza scuola lavoro: cos’è?

Si sente parlare spesso di Alternanza scuola lavoro, novità introdotta negli ultimi anni dal Miur, ma vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. Introdotta inizialmente nel 2003, in seguito alla riforma della Buona Scuola apportata dalla legge 107/2015, consiste nell’affiancare alle ore di studio in classe, delle ore di lavoro presso un’azienda, più specificatamente:

  • Alternanza scuola lavoro per i licei: 200 ore
  • Alternanza scuola lavoro per gli istituti tecnici: 400 ore
  • Alternanza scuola lavoro per gli istituti professionali: 400 ore

Si tratta di un apprendimento dinamico e attivo per le ragazze e i ragazzi dell’ultimo triennio della scuola superiore. Già, perché a 16 anni si è pronti ormai per affrontare piccole responsabilità e grandi soddisfazioni, mettersi in contatto con persone adulte, per definire meglio le proprie ambizioni ed imparare a realizzarle. L’Alternanza scuola-lavoro aiuta anche a rispondere a tutti gli interrogativi che gli studenti si pongono sull’eventuale scelta futura, una volta conclusi gli studi della scuola superiore e che spesso rimangono irrisolti.

 Alternanza scuola lavoro: per chi non è obbligatoria?

Attorno all’argomento Alternanza scuola lavoro, molte sono state le polemiche sollevate, per diversi motivi: infatti, l’alternanza, non prevede nessuna forma di retribuzione o di rimborso spese, ma consiste in una prestazione lavorativa e molti studenti hanno parlato di sfruttamento. C’è chi racconta di aver cucinato patatine, chi ha venduto scarpe e proveniva da un liceo linguistico, chi è stato messo in una stanza per settimane a fare niente. Insomma sono soprattutto gli alunni dei licei che si sono ritrovati spaesati, gli alunni dei licei professionali, infatti, avevano già in programma delle ore di tirocinio in aziende, per cui, per loro, l’alternanza ha solo dato un nuovo nome ad una prassi già collaudata. Le polemiche sono state sollevato anche riguardo l’obbligatorietà dell’Alternanza scuola-lavoro, in quanto la legge era poco chiara sotto questo. Ora con l’entrata in vigore il 5 gennaio 2018, del Decreto interministeriale 195 del 2017, recante la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro,  la frequenza del monte ore minimo delle attività diventerà necessaria anche per l’ammissione all’esame di maturità, ma solamente a partire dall’anno prossimo. Per tutto il lavoro svolto in Alternanza dagli studenti di quest’anno, il Miur chiarisce che rientra tra i criteri di valutazione utilizzati in sede di scrutinio e non è facoltativo. Detto in altre parole, l’attività di alternanza scuola lavoro serve ai docenti per affinare meglio la valutazione finale, in particolare sul voto di condotta. La novità è che per i candidati privatisti, l’alternanza scuola-lavoro non è oggetto di valutazione per la Maturità 2018 come cita lo stesso decreto legislativo n. 62/2017: “per i candidati esterni non sia richiesta la verifica del requisito relativo alla partecipazione ad attività di alternanza scuola-lavoro.”

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