PRIMA PROVA MATURITÀ 2017 LA NATURA TRA MINACCIA E IDILLIO: ARTICOLO DI GIORNALE

La Maturità 2017 è nel vivo e ormai tutti i maturandi hanno scelto e scritto le tracce scelte dal Miur per la Prima Prova, tra cui l’articolo di giornale sul tema “La Natura tra minaccia e idillio nell’arte e nella letteratura” (Tipologia B). Hai intenzione di svolgere questa traccia o vuoi ricontrollare di avere fatto bene? Noi siamo qui per te: ecco il tema storico svolto da noi di Studentville!

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PRIMA PROVA MATURITÀ 2017 LA NATURA TRA MINACCIA E IDILLIO: ARTICOLO DI GIORNALE TITOLO E DESTINATARIO

  • Titolo: LA NATURA NELL’OTTOCENTO E NEL NOVECENTO: LETTERATI E ARTISTI A CONFRONTO
  • Il destinatario: Il Giornale del Liceo Classico Orazio

PRIMA PROVA MATURITÀ 2017, ARTICOLO DI GIORNALE SULLA NATURA COME MINACCIA E IDILLIO: INTRODUZIONE

Tema fondamentale di numerosi letterati e artisti dell’Ottocento e del Novecento è la Natura; ma quali sono le differenze fra artisti e letterati? C’è corrispondenza fra la duplice visione, positiva e negativa, che hanno gli autori e gli artisti degli ultimi due secoli. È presente una Natura positiva, portatrice di speranza e fiducia, e una negativa che, al contrario, è fredda e violenta e non si cura del destino dell’uomo. Tra coloro che la vedono in un’ottica positiva c’è Alessandro Manzoni che si scosta dalla concezione settecentesca della natura, secondo la quale essa non ha vita: nelle opere manzoniane, infatti, ha una esistenza propria volta a mutare l’anima dell’uomo. La Natura, dunque, è portatrice di speranza e fiducia anche nelle situazioni più difficili.

PRIMA PROVA MATURITÀ 2017, ARTICOLO DI GIORNALE SULLA NATURA COME MINACCIA E IDILLIO: SVOLGIMENTO

Al contrario, Giacomo Leopardi vede la Natura in modo negativo: è una “Matrigna” cattiva, incurante del destino dell’uomo e, per lui, fonte di illusione. Il pessimismo cosmico del poeta di Recanati avrà il culmine nella “Ginestra”, dove l’essere umano deve combattere contro la Natura una lotta infinita, destinata a concludersi con la morte, e la sconfitta, del primo.
Giovanni Pascoli, solitamente legato ad una visione classica della Natura, nel “Lampo” si discosta dall’idea che essa dia sicurezza e allegria; il paesaggio della poesia, infatti, appare per pochi istanti, come un lampo che squarcia il cielo: quella descritta è una Natura cupa che preannuncia immagini angoscianti e di morte.
Anche Montale non ha una visione positiva della Natura. Egli si discosta dal D’Annunzio “poeta laureato” e il paesaggio urbano de “I Limoni” diventa il simbolo di una condizione umana triste: i limoni sono solo una breve illusione di speranza destinata a finire presto. Le immagini della natura divengono così quelle di un destino che l’uomo non accetta, ma dal quale non può fuggire.
Nell’arte, come nella letteratura, la Natura è vista in duplice modo; il Pellizza, riprende l’idea idilliaca della fanciullezza; al contrario, vi è una visione più negativa che si rifà ad un’idea tragica della stessa.
La Natura presente nelle opere di Turner somatizza le battaglie personali dell’essere umano; le tempeste che il pittore rappresenta sono quelle interiori dell’uomo che deve superare gli avvenimenti della propria vita. Ancor più negativo è nel secolo successivo Van Gogh dove la Natura è espressione di una vita inquieta e tragica.

PRIMA PROVA MATURITÀ 2017, ARTICOLO DI GIORNALE SULLA NATURA COME MINACCIA E IDILLIO: CONCLUSIONE

Tra Ottocento e Novecento, dunque, la Natura rappresenta uno dei punti di contatto fra artisti e letterati. Le principali concezioni sono due: una più positiva e una più negativa. I quadri spesso possono essere identificati con le sensazioni dei poeti e, viceversa, essi danno sempre più voce a ciò che i quadri rappresentano. Unico punto in comune fra le due visioni è il superamento della concezione Settecentesca della Natura: dal Romanticismo in poi la Natura, cattiva o buona che sia, è viva.