ROBOTICA E FUTURO TRA ISTRUZIONE, RICERCA E MONDO DEL LAVORO: SAGGIO BREVE MATURITÀ 2017

Ecco lo svolgimento della traccia di Tipologia B del Saggio Breve per la Prima Prova di Maturità 2017 su "Robotica e futuro". Avete deciso di fare questa traccia appartenente alla tipologia B, ambito tecnicoscientifico? Allora ricontrollate il vostro tema prendendo spunto dal nostro!

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MATURITÀ 2017: TECNOLOGIE E LAVORO – TRACCIA SVOLTA

Ecco lo svolgimento del saggio breve su "Robotica e futuro". Per prima cosa decidiamo il titolo e la rivista di consegna e poi procediamo con la traccia per la prima prova della Maturità 2017.

  • Titolo: Robot: tra educazione e futuro
  • Consegna: rivista scolastica

MATURITÀ 2017, TECNOLOGIE E LAVORO: INTRODUZIONE

Entro il 2020 ben 5 milioni di persone perderanno il posto di lavoro. Il motivo? Verranno sostituiti dai robot. Una previsione preoccupante fatta da Future Jobs che ha condotto uno studio analizzando i 15 Paesi nel mondo dove vive il 65% della forza mondiale (pari a 13 milioni di persone). Tra questi, troviamo Francia, Germania, Cina, Giappone, Messico, Stati Uniti e Regno Unito.

MATURITÀ 2017, TECNOLOGIE E LAVORO: SVOLGIMENTO

Lo studio sarà presentato al World Economic Forum, dove si discute di nanotecnologia, robotica, biotecnologia, stampa 3D. Il settore che sarà più colpito, secondo lo studio, sarà quello amministrativo: i compiti di routine, infatti, verranno svolti da macchinari intelligenti. Anche il settore della telemedicina, dell’energia e i servizi finanziari verranno colpiti, così come coloro che ricoprono questi ruoli ovvero la categoria delle donne. Nel fulcro dello studio della robotica non ci sta solo il lavoro del futuro, ma anche l’educazione.
Anche solo pochi anni fa questo concetto avrebbe avuto poca importanza. Oggi invece, tra esperienze di successo e proposte accattivanti l’idea si rivela estremamente incoraggiante. Siamo giunti a un bivio: o si osa, proponendo, per le materie scientifiche, attività didattiche fortemente coinvolgenti, oppure si resta alla scuola tradizionale mentre fuori tutto cambia. Ma in che modo le attività di laboratorio sperimentale possono giovarsi dell’introduzione della robotica? Dal punto di vista concettuale il robot può consentire di abbinare alla ricostruzione del sapere accumulato nelle attività scolastiche la dimensione della creazione, dell’invenzione, della riproposizione in nuove chiavi dei concetti e delle tecniche già acquisite. A ciò si deve aggiungere la dimensione ludica: il robot viene comunemente associato al gioco e non nasconde più il carattere misterioso della metà del secolo scorso. Ma uno degli elementi più preziosi della robotica educativa risiede in quello che secondo Roberto Didoni costituisce una doppia interfaccia: con il mondo degli atomi e con il mondo dei bit. E il robot apporta in questo modo una lunga serie di contenuti: ingranaggi e meccanismi, elementi di programmazione, costruzione di esperimenti, raccolta di feedback, comportamento emergente.
l robot però non è solo questo. Oggi un sistema robotico deve risolvere un compito concreto in una situazione reale e dovrà quindi considerare l’approssimazione con cui il mondo a noi noto è modellizzabile.
Secondo Fabiana Bertazzi in “All’indire un incontro sulla robotica educativa”  afferma che l’applicazione della robotica ai fini educativi è una tendenza che interessa anche il nostro Paese e sta attirando sempre più l’attenzione da parte di docenti e persone attive nell’ambito della formazione.
Attraverso questo metodo , gli studenti vanno di pari passo con la tecnologia che avanza ogni giorno e quindi diventano protagonisti dell’apprendimento e creatori  della propria formazione.
L’avanzamento tecnologico influenza tutti gli ambiti sociali e in questi anche l’educazione.
La scelta di affiancare all’ambito socio-educativo i robot, le influenze multidimensionali sta a significare che anche dai primi anni di vita è giusto aprire al mondo esterno i bambini che poi diventeranno ragazzi e che un giorno dovranno approcciarsi al mondo del lavoro, essendo già a conoscenza della attività esterne.
Dal sito web della scuola Universitaria superiore “Sant’Anna” di Pisa si può capire benissimo come la crescenti necessità di robot nelle attività sociali , in ambienti non strutturati, sta aprendo nuovi scenari che puntano a superare la struttura rigida dei robot, a favore dell’introduzione di parti robotiche “morbide” , facilmente melleabili, capace di adattarsi a vari contesti.
Da qui si sviluppa la “Soft Robotics” , campo interdisciplinare che si occupa di robot costruiti con materiali morbidi e deformabili che si possono adattare a qualsiasi bambino o attività che si stia svolgendo, pronti ad interagire con l’ambiente circostante.
In favore alla Robotica è nata una vera e propria scuola : Scuola di Robotica è un’associazione culturale non profit costituita a Genova nel 1999, fondata nel 2000, per iniziativa di un gruppo multidisciplinare di ricercatori e studiosi. Ha come scopo la promozione della cultura mediante attività di istruzione, formazione, educazione e divulgazione delle arti e delle scienze coinvolte nel processo di sviluppo di questa nuova scienza. Ne è fondatore Gianmarco Veruggio, scienziato robotico e fondatore del CNR-Robotlab di Genova, oggi ricercatore del CNR-IEIIT.

MATURITÀ 2017, TECNOLOGIE E LAVORO: CONCLUSIONE

Scuola di Robotica non è una scuola tradizionale, racchiusa in un palazzo con le aule, i banchi e le lavagne, poiché vuole promuovere la conoscenza della Robotica nelle strutture educative e formative già esistenti. Nell’epoca del cyber-spazio si pone l’obiettivo di modernizzare non solo i contenuti ma anche i metodi educativi della scuola tradizionale. Scuola di Robotica è quindi un’associazione non profit che si occupa di raggiungere le scuole attraverso Internet e le tecnologie della comunicazione, al fine di promuovere forme di collaborazione fra le scuole per sperimentare nuove attività in rete, nell’ambito di un Laboratorio Virtuale Distribuito. I progetti “Edurobot”, “[email protected] Scuola”, “Robodidactics”, “Roberta”, “Rob&Ide” sono il risultato di queste nostre attività nelle scuole.
Da qui il risultato di una vera e propria esigenza nel campo socio-educativo d’integrazione della tecnologia che possa favorire il rapporto individuo-futuro, tecnologia-lavoro.