Prima Prova Maturità 2018: Saggio Breve sulle Elezioni Politiche

Mancano pochi mesi al temutissimo Esame di Maturità ed è arrivata l’ora per gli studenti di prepararsi in vista delle Prima Prova d’Italiano. La prova si svolgerà il prossimo 20 Giugno ed i maturandi avranno l’opportunità di sviluppare un tema, un saggio breve o un articolo di giornale. Per quanto riguarda gli argomenti caldi nell’ambito dell’attualità, una delle tracce più quotate che il Miur potrebbe proporre è sicuramente quella inerente alle Elezioni Politiche che hanno interessato l’Italia quest’anno. Ecco un esempio di saggio breve da cui prendere spunto che ha come argomento principale le Elezioni Politiche.

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Saggio Breve Elezioni Politiche 2018: titolo e destinatario

Per quanto riguarda la traccia inerente al saggio breve, il Miur fornisce agli studenti dei testi e dei documenti ufficiali da poter citare ed inserire all’interno dell’elaborato. In ogni saggio breve è bene ricordare che deve essere inserito un titolo ed un destinatario ipotetico a cui si vorrebbe inviare il proprio testo. In questo caso si potrebbe inserire:

  • Titolo: Lo scenario italiano dopo le Elezioni Politiche 2018
  • Destinatario: rivista politica o di attualità

Saggio Breve Elezioni Politiche 2018: introduzione

Quest’anno tutti gli italiani sono stati chiamati alle urne per decretare il rinnovo dei due rami del Parlamento, il Senato della Repubblica e il Parlamento dei Deputati. Per la prima volta l’elezione dei 630 deputati e dei 315 senatori è stata regolamentata dal Rosatellum, ovvero la nuova legge elettorale italiana approvata del 2017 che va a sostituire l’Italicum. La legge prevede lo stesso criterio di assegnazione dei seggi sia alla Camera che al Senato, in base a un sistema misto proporzionale e maggioritario: un terzo dei deputati e senatori viene eletto in collegi uninominali, mentre i restanti due terzi sono eletti con sistema proporzionale di lista.

Saggio Breve Elezioni Politiche 2018: svolgimento

I risultati delle Elezioni Politiche del 4 Marzo hanno delineato un quadro generale abbastanza netto per quanto riguarda le preferenze degli italiani. Il partito principale che ne è uscito vincitore è il Movimento 5 Stelle, guidato da Luigi Di Maio, che ha sfondato la soglia del 30%  conquistando soprattutto al Sud una grossa percentuale pari al 48% per cento delle preferenze. La lista dei pentastellati è quella più rappresentata in Parlamento, aspetto che Di Maio ha preso immediatamente in considerazione dichiarando entusiasta: “Adesso tutti dovranno ascoltare il Movimento 5 Stelle”. Un’altra grande novità dell’ultima tornata elettorale è stato il risultato della Lega che, superando il 17% delle preferenze, ha più che quadruplicato i voti ottenuti nel 2013. Il partito di Matteo Salvini ha, così, superato anche la temutissima Forza Italia risultando il primo partito della coalizione di centrodestra. Doccia gelata, invece, per il centrosinistra che invece è rimasto completamente fuori dai giochi raggiungendo solo il 22% delle preferenze. È soprattutto il PD di Matteo Renzi che è risultato il grande sconfitto dell’ultima tornata elettorale: l’ex premier ha superato di poco il 18% delle preferenze avvicinandosi di molto al risultato della Lega. Insomma, il voto degli italiani è stato quindi abbastanza netto ma non abbastanza da decretare un vero vincitore. Nessun partito o coalizione è arrivato a quel 40% che avrebbe permesso la formazione di una maggioranza assoluta alla Camera e al Senato, situazione che rende ancora più precario lo scenario politico attuale in bilico tra possibili alleanze o eventuali governi tecnici.

Saggio Breve Elezioni Politiche 2018: conclusione

Vincitori e vinti a parte, le ultime Elezioni Politiche sono state espressione del malcontento dei cittadini italiani. Nonostante la forte sfiducia nei confronti dell’apparato politico la tornata elettorale del 4 Marzo 2018 è stata contraddistinta da un’affluenza alle urne da record, a conferma del fatto che il popolo ha voglia di farsi sentire scegliendo in primis i propri rappresentanti in Parlamento. Stando ai risultati è chiaro che gli italiani, sofferenti per la crisi economica ed il problema dilagante dell’immigrazione, hanno optato in maggioranza per un voto di protesta scegliendo i cosiddetti partiti anti-sistema. Quasi tutti hanno riposto speranze nel Movimento 5 Stelle e nella Lega, partiti che hanno promesso radicali cambiamenti nel contesto attuale: da ora in poi vedremo se tali impegni verranno rispettati.