TRACCIA PRIMA PROVA MATURITÀ 2017: 150 ANNI DALLA NASCITA DI MARIE CURIE

 La Maturità 2017 si avvicina e il tototema impazza! Se è impossibile conoscere con anticipo le tracce scelte dal Miur, possiamo però arrivare preparati alla Prima Prova il più preparati possibile sugli argomenti che con più probabilità potranno uscire quest’anno. Come capirli? Un’ottima tecnica è quella di guardare agli anniversari che ricorrono nel 2017: ad esempio, quest’anno, ricorre il 150° anniversario dalla nascita della chimica polacca Marie Curie, prima donna e unico scienziato a vincere ben due Premi Nobel. Che il Ministero decida di inserire tra le tracce un saggio breve o un tema storico sulla scienziata? Per darti una mano, abbiamo svolto un tema sulla vita di Marie Curie.

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TRACCIA PRIMA PROVA 2017 SU MARIE CURIE: INTRODUZIONE

 Marie Curie non è stata solo la prima donna a vincere un premio Nobel, ma anche la prima scienziata nella storia a guadagnarsi ben due Nobel, uno per la Fisica, nel 1903, e l’altro per la Chimica, nel 1911. In seguito, anche il chimico Linus Pauling riuscì a vincere due Nobel, ma uno di questi era per la Pace (l’altro per la Chimica) quindi la Curie resta l’unica ad avere vinto la doppia onorificenza svedese in campo scientifico. È quindi una figura importantissima nel mondo della scienza, ma anche una rappresentante eccellente delle lotte e del significato del femminismo. 

TRACCIA PRIMA PROVA 2017 SU MARIE CURIE: SVOLGIMENTO

Marie Curie, all’anagrafe Maria Sklodowska, nasceva a Varsavia, in Polonia, 150 anni fa, per l’esattezza il 7 novembre 1867, quinta figlia di un padre scienziato e insegnante di Fisica e di una madre direttrice di scuola. I genitori sono stati importantissimi nella formazione di Marie, in quanto hanno investito tantissimo nell’istruzione e nello studio dei figli. Marie dimostrò subito un’intelligenza al di sopra alla media e superò brillantemente il ginnasio, ma, una volta terminati gli studi, non poté entrare all’università perché alle donne non era consentito l’accesso agli studi universitari. I genitori, all’avanguardia per l’epoca, credevano fermamente nella parità tra uomini e donne e lottarono per far entrare le figlie all’università. Tuttavia, nel 1878 la madre di Marie morì di tisi e il padre, ormai in conflitto con le autorità russe che all’epoca governavano la Polonia, dovette lasciare il suo posto di professore e dovette rinunciare all’idea di mandare le figlie a studiare all’estero, che poterono quindi solo frequentare dei corsi universitari clandestini aperti alle donne. Marie, tuttavia, decise di iniziare a lavorare e di pagare così gli studi alla sorella Bronya a Parigi, in modo che lei potesse diventare medico; qualora Bronya avesse ottenuto il lavoro da medico, avrebbe potuto pagare gli studi a Marie. Il piano della ragazza si avverò e Marie si iscrisse alla Facoltà di Fisica all’università Sorbonne di Parigi nel 1891, laureandosi nel 1893 con risultati eccellenti, tanto che la Polonia le dette un premio con cui Marie fu in grado di laurearsi in Matematica nel 1894. Tuttavia, la fisica non riusciva a trovare un lavoro alla sua altezza e pensò di ritornare in Polonia, ma prima del rientro in patria conobbe il marito Pierre Curie, anche lui fisico, che aveva fatto delle importanti scoperte sui minerali. I due si sposarono nel 1895 e nel 1897 nacque la loro prima figlia, Irene, anche lei futura scienziata. La coppia di fisici collaborò all’attività scientifica conducendo ricerche sull’uranio, già avviate da Henri Becquerel, e sulla pechblenda, il materiale da cui si estrae l’uranio. Nel 1898 arrivarono a scoprire un minerale, che Marie chiamò polonio in onore della sua madre patria. Pochi mesi più tardi, inoltre, la scienziata inventò il termine radioattività per descrivere l’emissione di radiazioni da parte della materia. Questa scoperta valse a Marie, Pierre e Henri Becquerel il premio Nobel per la Fisica nel 1903 (il primo premio fu consegnato nel 1901). Purtroppo, Pierre Curie morì pochi anni dopo, il 19 aprile 1906, in seguito a un incidente in strada: venne infatti travolto da un carro a Parigi mentre stava rientrando a casa dall’università.
Nonostante il lutto per la perdita del marito amato, Marie continuò nella sua attività scientifica, riuscendo a isolare, nel 1910, il radio sotto forma di metallo per renderlo più facilmente lavorabile. Questa scoperta le valse il secondo premio Nobel in Chimica nel 1911. Nello stesso anno fu l’unica donna a partecipare al Congresso Solvay di Bruxelles che riuniva tutti i più grandi scienziati dell’epoca, incluso Albert Einstein. La popolarità di Marie era così grande che l’unità di misura della radioattività venne chiamata Curie, in suo nome. Negli anni successivi, Marie, con le sue due figlie (oltre a Irene, Pierre e Marie avevano avuto Eve), studiò l’impiego della radioattività nella diagnosi medica, realizzando anche le prime macchine per radiografie, poi chiamate “Piccole Curie”. Tuttavia, la continua esposizione alle radiazioni (ancora non si sapeva potessero essere nocive) fece ammalare Marie di una grave forma di anemia che la portò alla morte il 4 luglio 1934 all’ospedale Sancellemoz, sulle Alpi francesi. Verrà poi sepolta, nel cimitero di Sceaux, vicino Parigi, accanto al marito.

TRACCIA PRIMA PROVA 2017 SU MARIE CURIE: CONCLUSIONE

Marie Curie rappresenta ancora oggi l’emblema della donna capace di sconfiggere ogni tipo di pregiudizio e di affermarsi per i suoi talenti, riuscendo a coniugare il lavoro all’essere madre e moglie, senza che questi entrino in conflitto. Esempio di coraggio e meritocrazia per tutti e scienziata rivoluzionaria, il 20 aprile 1995, i resti di Marie Curie furono trasportati insieme a quelli del marito al Panthéon di Parigi, che contiene le tombe degli uomini e delle donne che hanno fatto la storia della Francia.

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