Prima Prova Maturità 2019: com'è strutturata

Prima Prova Maturità 2019: in cosa consiste

Sapete bene che la maturità comincerà il 19 giugno con la prima prova, il primo scritto di italiano in cui dovrete svolgere una delle 7 tracce articolate in 4 tipologie: quale avete intenzione di svolgere? Se siete già nel panico, tranquillizzatevi, ancora manca tantissimo e noi siamo qui per darvi consigli. Siete pronti? Qui vi forniamo alcune preziose dritte e vi basterà leggerle tutte per arrivare preparati. Tutti gli studenti saranno chiamati a scegliere tra 4 tipologie, scegliete la vostra:

Ognuna di queste richiede specifiche conoscenze e competenze, per questo in linea di massima la tipologia D, ovvero il tema di attualità, viene considerata la scelta più semplice, ma nasconde comunque delle insidie, bisogna infatti, approfondire l’argomento, senza annoiare la commissione ed evitare la mera esposizione dei fatti.

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Prima Prova Maturità 2019: struttura

Per affrontare la scelta della tipologia, bisogna prima di tutto leggere rapidamente tutte le tracce, individuare un argomento che a prima vista sembra adeguato alle proprie conoscenze e capire in che modo possiamo esporre meglio ciò che sappiamo. Per quanto riguarda l’esposizione, ci sono degli elementi ricorrenti della struttura, indipendentemente dalla tipologia scelta, che possiamo riassumere così:

  • Una parte espositiva: in cui si dà un inquadramento generale dell’argomento trattato, evitando di dare per scontato, che il lettore conosca la questione. S’introducono i dati in modo apparentemente oggettivo, che poi verranno trattati nel corpo centrale, anche se orientandoli verso una valutazione soggettiva.
  • Una sezione:  in questa parte si argomenta il testo esposto in precedenza, in modo chiaro, magari contrapponendo eventuali antitesi. E’ utile scrivere in funzione di un obiettivo, per rendere il testo più ordinato.
  • Una conclusione: in questa fase si fa un riepilogo dell’argomento trattato o una domanda lasciata parzialmente aperta. La conclusione può anche essere sostituita da una citazione che sia coerente con la tesi trattata nel testo. La conclusione aperta invece, rispecchia il punto di vista personale di chi scrive, ma può assumere un connotato possibilista.

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