Orale Maturità 2019: la prova d’esame più complessa

Superate le prime due prove scritte, i maturandi quest’anno si troveranno ad affrontare un esame orale più complesso del solito. Il colloquio finale è da sempre lo step più temuto dagli studenti ma quest’anno, data la riforma del Miur, potrebbe risultare particolarmente difficoltoso. Non si partirà più dalla classica tesina ma dalla scelta di una busta contenente del materiale specifico che potrà essere un documento, un’immagine o un testo. La prova dovrà prendere il via da una discussione inerente quel materiale selezionato in una fase preliminare dalla commissione. Durante il colloquio finale i candidati dovranno anche presentare la relazione sulle attività extra didattiche condotte durante il percorso di studi e rispondere ad alcune domande di educazione civica.

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Orale Maturità 2019: la struttura del colloquio

Nel corso della prova orale i maturandi si troveranno davanti ad una commissione formata da professori sia interni che esterni. In media il colloquio ha una durata di 40 minuti e si struttura nel seguente modo:

  • prima fase: il presidente di commissione estrae tre buste e lo studente deve sceglierne una; la busta contiene l’argomento da esporre;
  • seconda fase: il candidato deve esporre le esperienze extra didattiche affrontate nel corso dell’anno attraverso una relazione o un elaborato multimediale;
  • terza fase: i professori rivolgono domande circa le conoscenze acquisite nell’ambito del progetto Cittadinanza e Costituzione;
  • quarta fase: i commissari si concentrano sulla correzione delle prove scritte richiedendo eventuali spiegazioni.

Orale Maturità 2019: le domande libere della commissione

Anche se l’argomento da esporre deve far riferimento al materiale contenuto nella busta prescelta dal candidato, la commissione ha comunque la libertà di rivolgere allo studente delle domande libere. Ciò può succedere sicuramente per quando riguarda sia il progetto Cittadinanza e Costituzione che la correzione delle prove scritte. Le domande libere possono scaturire anche nella prima fase nel colloquio, nel caso in cui alcune materie non vengano adeguatamente trattate o se il discorso dovesse risultare superficiale o lacunoso. Per chiarire questo aspetto della prova, basta leggere la nota ufficiale del Miur pubblicata lo scorso 6 Maggio: “È chiaro che non tutte le aree disciplinari potranno trovare una stretta attinenza al materiale proposto, per cui i commissari di tutte le discipline si inseriranno progressivamente nello svolgimento del colloquio al fine di verificare le competenze acquisite in tutti gli ambiti disciplinari”.