Prima prova 2019: biografia di Francesco Crispi

Francesco Crispi è stato un patriota ed un importante uomo politico italiano. Nato nel 1818 a Ribera, in provincia di Agrigento, ebbe una formazione prevalentemente classica avendo frequentato per molti anni il seminario. Successivamente studiò giurisprudenza all’università di Palermo per poi sposarsi con Rosaria D’Angelo, donna di umili origini. Dopo la tragica morte della moglie, Crispi iniziò a dedicarsi ad attività cospirative spostandosi spesso tra Napoli e la Sicilia. Da quel momento in poi ebbe un posizione fondamentale all’interno del Risorgimento italiano, arrivando ad assumere le redini della spedizione dei Mille. Dopo l’Unità d’Italia, Crispi cambiò rotta politica schierandosi su posizioni apertamente monarchiche e adottando azioni autoritarie nel suo ruolo di Presidente del Consiglio.

Prima prova 2019: Francesco Crispi e il risorgimento

Con lo scoppio della Rivoluzione siciliana del 1848, Francesco Crispi partecipa attivamente alla vita politica della Sicilia Indipendente fin quando Ferdinando II di Borbone riconquista Palermo. A quel punto il politico decide di trasferirsi a Torino ma, dopo aver contrastato la politica dei Savoia, viene espulso insieme ad altri esuli siciliani. Per cinque anni viaggia in tutta Europa entrando in contatto con Giuseppe Mazzini, uno dei più illustri esuli politici italiani. Nel 1859 Crispi inizia a pianificare un’insurrezione in Sicilia cercando un appoggio militare dall’esterno. Dopo aver convinto Giuseppe Garibaldi a sostenere la sua causa, il 6 Maggio 1860 viene organizzata una spedizione da Quarto di mille uomini. I mille sbarcano a Marsala l’11 Maggio e qui Crispi organizza un governo provvisorio della Sicilia proclamando Garibaldi come dittatore. Dopo la liberazione della Sicilia da parte dei garibaldini, il patriota viene eletto deputato ma contemporaneamente inizia ad abbandonare la sue idee repubblicane aderendo alla monarchia. Nel 1870 con la breccia di Porta Pia Roma viene annessa finalmente all’Italia: Crispi si trasferisce nella nuova capitale e nel 1876, dopo la vittoria della Sinistra guidata da Depetris, viene nominato Presidente della Camera. Con la successiva salita al trono di Umberto I, il Risorgimento ha il suo compimento perfetto in quanto il Regno d’Italia viene finalmente definito come un’entità politica nuova, e non come una continuazione del Regno di Sardegna.

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