Prima Prova Esami Maturità 2019: la mafia

La mafia è un argomento di attualità di cui si è tornato a parlare ultimamente ricordando l’anniversario della strage di Capaci, avvenuta il 23 maggio del 1992 e in cui ha perso la vita il magistrato Giovanni Falcone insieme a gran parte della sua scorta. Il suo nome sarà per sempre legato a quello della mafia e a quello del suo amico, compagno e collega  Paolo Borsellino che, a distanza di poco, ha pagato i conti con la mafia per aver tentato di fare giustizia contro  Cosa Nostra e tutte le altre associazioni a delinquere. Gli esami di maturità sono ormai alle porte e pensiamo vi faccia bene fare un veloce ripasso su Giovanni Falcone e la mafia.

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Prima Prova 2019: Giovanni Falcone e la mafia

Falcone è nato a Palermo il 18 maggio 1939. Si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza e si laurea nel 1961. Diventa presto sostituto procuratore a Trapani, dove resta dodici anni. Negli anni 80 entra a far parte del “pool antimafia”, di cui facevano parte anche i giudici Di LelloGuarnotta e Paolo Borsellino. Nel 1987 arriva il maxi-processo di Cosa Nostra: 475 imputati furono rinviati a giudizio. I tentativi di combattere la mafia vengono,  tuttavia, contrastati da una fitta rete di coercizioni e di minacce, motivo per cui il 30 luglio Giovanni Falcone richiede di essere destinato a un altro ufficio e il pool viene sciolto. Il 20 giugno 1989 si verifica l’attentato dell’Addaura, per fortuna fallito, nel 1990 alle elezioni dei membri togati del Consiglio superiore della magistratura, Falcone viene candidato nelle liste “Movimento per la giustizia” e “Proposta 88”, ma non verrà eletto. Nel 1991 partecipò all’istituzione della Direzione nazionale antimafia, che aveva il compito di coordinare, in ambito nazionale, le indagini relative alla criminalità mafiosa.

Prima Prova 2019: Falcone e la strage di Capaci

Il 23 maggio 1992 alle 17 e 56, all’altezza di Capaci, cinquecento chili di tritolo lo facevano saltare in aria l’auto su cui Falcone viaggia con la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, Antonio MontinaroRocco Di Cillo e Vito Schifani. Falcone era nel mirino della mafia da 10 lunghi anni,  quel giorno era atterrato insieme alla moglie all’aeroporto Punta Raisi, per una vacanza; ad attenderlo c’erano tre automobili blindate con la scorta. Giovanni Falcone decise guidare la sua Fiat Croma bianca, facendo accomodare dietro l’autista, la vettura si avviò in mezzo alle altre due: davanti  la Croma marrone, dove si trovavano Vito Schifani, alla guida, Antonio Montinaro, agente scelto seduto di fianco a Schifani, e Rocco Dicilio, seduto dietro; dietro la Croma azzurra con a bordo CervelloCorbo e Capuzzo. Sotto il chilometro quinto dell’autostrada A29 era stata scavata una galleria dove erano stati deposti oltre cinquecento chili di tritolo. Alle 17.58 mentre le auto attraversarono quel tratto, il sicario Giovanni Brusca azionò leggermente in anticipo il tritolo: la prima auto fu investita in pieno e morirono tutti; l’auto di Falcone venne scaraventata contro il muro di cemento e sia il giudice che la moglie vennero scagliati conto il parabrezza. Falcone non morì sul colpo, verrà portato in ospedale ancora vivo dove morirà per le numerose emorragie interne. Diverse ore più tardi morì anche sua moglie. Nella terza macchina gli agenti risultarono illesi.

Prima Prova 2019: l’anniversario di nascita di Falcone

Vi abbiamo proposto questa breve sintesi di quello che è accaduto al magistrato Giovanni Falcone, del suo forte impegno contro la mafia e della sua tragica morte perché questo è l’anno dell’anniversario della sua nascita; avrebbe infatti compiuto 80 anni. Se avete bisogno di una veloce ricapitolazione di ricorrenze ed anniversari accadute, e che accadranno, nell’arco di questo anno leggete: Tototema Prima Prova Maturità 2019: anniversari e ricorrenze .