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“Siamo un Paese straordinario ma fragile…” così definisce Renzo Piano l’Italia, nel suo discorso “Il rammendo delle periferie”. Quanto è straordinaria e fragile, allo stesso tempo l’Italia? Quante contraddizioni sono presenti nel nostro Paese?
L’Italia la si ama e la si odia, allo stesso tempo; la si ama perchè è uno dei Paesi più belli del Mondo, ha un retaggio culturale da fare invidia a chiunque altro, è ricca di luoghi e paesaggi meravigliosi. Ma allo stesso tempo la si odia perchè non dà abbastanza a chi la vive e a chi la vorrebbe amare ancora di più di quanto già non la ami.
Renzo Piano, nel suo discorso, parla delle periferie della nostra Italia. Secondo l’architetto e senatore a vita, le periferie sono il futuro del nostro Paese. Sono quelli i veri luoghi vitali, sono quelli i luoghi dove far nascere le nuove città, coltivare i nuovi talenti; degrate e abbandonate a se stesse, le periferie italiane nascondono talenti e culture varie, posseggono umanità e calore. E’ proprio lì, nelle periferie, che dovrebbero nascere ospedali, cinema, teatri, luoghi di aggregazione, università.
Perchè continuare a costruire palazzoni, scavare parcheggi, versare incondizionatamente cemento?
Le periferie devono essere rivalutate, in tutto e per tutto: “fisicamente”, modificando le loro strutture e ripulendo gli spazi, e “mentalmente”, rivalutando gli abitanti che ogni giorno vivono le periferie, dentro le periferie; non è gente ignorante, non è gente priva di intelligenza. Vi abitano talenti, vi abitano ragazzi pieni di vita che, a causa del degrado, vorrebbero uscire da quei luoghi e costruirsi un’altra vita altrove. Ma perchè, per vivere bene, per vivere meglio, bisogna abbandonare il luogo in cui si è nati e cresciuti?
Le periferie hanno bisogno di nuova linfa vitale, hanno bisogno di una forte carica di positività e di energia e questa forte carica di positività e di energia non può che venire solo e soltanto dalle giovani menti che le abitano, che le vivono e che le amano, le periferie.
Renzo Piano, nel discorso “Il rammendo delle periferie” afferma: “Nelle periferie non bisogna distruggere, ma trasformare”. Non bisogna demolire ma “curare” gli edifici, migliorare il loro aspetto. Gli stessi abitanti delle periferie potrebbero e dovrebbero contribuire personalmente alla ricostruzione dei loro quartieri, delle loro case, dei loro “luoghi vitali”. E’ giunto il momento di utilizzare nuove tecnologie, nuove fonti di energia: i pannelli solari e l’energia eolica sono le frontiere del futuro. E’ possibile diminuire l’inquinamento con il “car sharing” e quindi perchè non ampliare il servizio? Perchè non migliorare i trasporti? Solo così l’Italia può migliorare, l’Italia può assumere un aspetto migliore.
Renzo Piano conclude il suo discorso invitando i giovani a viaggiare, per poi ritornare in Italia perchè viaggiare, secondo Piano, serve a tre cose fondamentali: per prima cosa, viaggiare serve a conoscere ed imparare nuove lingue; per seconda cosa, viaggiare serve a capire che differenze e diversità non sono un ostacolo ma una ricchezza ed un incoraggiamento ad andare avanti. Terza cosa: l’Italia è un Paese bellissimo e chi ci è nato può e deve ritenersi fortunato ma non deve, per nessuna ragione al mondo, assuefarsi alla sua bellezza, ai suoi paesaggi. Rischierebbe di viverla senza amarla più; chi è nato in Italia non può dimenticarsi dell’arte, della cultura e delle tradizioni che hanno reso questo Paese cio che è. Serve forza di volontà, speranza e amore per la propria terra, per la propria Patria perchè l’Italia può dare ancora tanto ai giovani italiani.

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