Prima Prova 2019: simulazione articolo di giornale

Anche se ti stai allenando fin da ora ancora non ti senti pronto per la prima prova della Maturità 2019? Niente paura, hai tutto il tempo di cui hai bisogno, serve soltanto un po’ di buona volontà e tantissimo allenamento. In particolare, bisogna iniziare a capire quale tipologia di traccia scegliere il giorno della prova ufficiale, così da non perdere tempo e magari allenarsi meglio e in modo più approfondito. In questo articolo vi forniremo un esempio svolto di articolo di giornale, nel caso in cui tu abbia in mente di svolgere la tipologia B di prima prova.

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Simulazione prima prova articolo di giornale: traccia

Il giorno della prova ufficiale avrai di fronte quattro tracce di tipologia B: ambito artistico-letterario, ambito tecnico-scientifico, ambito socio-economico, ambito storico-politico. Potrete svolgere una di queste tracce in forma di saggio breve o articolo di giornale. La differenza tra i due testi è sottile: il saggio breve è un testo specialistico mentre l’articolo ha un approccio più diretto e “alla mano” con il lettore e utilizza un lessico più semplice. Il titolo dell’articolo di giornale sarà quindi più accattivante e la destinazione sarà un quotidiano o una rivista divulgativa. Per aiutarvi vi forniremo ora un esempio svolto si articolo di giornale sull’informazione nell’era di Internet.

Prima Prova, articolo di giornale svolto

  • Titolo: Vero o falso? La doppia faccia dell’informazione digitale
  • Destinazione: Giornalino Scolastico

Un libro enorme, un’enciclopedia immensa con tutto quello che vuoi sapere: è forse questo un paragone azzardato con quello che rappresenta oggi il web, utilizzato da migliaia di utenti di tutte le età che cercano davvero l’impossibile tra le pagine di Google. Da “come diventare ricchissimo” a “come dimagrire in 2 giorni” passando per “come scrivere un articolo di giornale” (e questo magari l’avete cercato proprio voi qualche secondo fa), Internet è davvero un pozzo di informazioni utili ma anche inutili. La comodità sta nel fatto che con un semplice click è possibile reperire qualsiasi tipo di informazione stando comodamente seduti sul divano, stesi sul letto, mentre si cammina o si fa la spesa. Ovviamente però occorre stare attenti e non fare la figura dei poveri creduloni, come accade nella maggior parte dei casi. Chi scrive su Internet è un comune mortale: può sbagliare, può imbrogliare, può indirizzare verso opinioni sbagliate. Non è semplice evitare di cadere nell’inganno e almeno una volta nella vita abbiamo creduto ad un post pubblicato da un amico su Facebook o un altro social. Ormai è diventato davvero facile rendere pubblica la propria opinione e il proprio punto di vista su una determinata questione, per cui anche involontariamente a volte portiamo sulla strada sbagliata il pensiero di chi ci legge. “Il World Wide Web non è soltanto una enorme massa di informazione, è l’articolazione di migliaia di punti di vista diversi” dice Pierre Lévy in L’intelligenza collettiva. Ed è proprio così: non dobbiamo solamente fare i conti con l’enorme mole di risultati di ricerca che ci troviamo davanti nel momento in cui cerchiamo qualcosa, ma anche con i diversi punti di vista che ci colpiscono e che ci rendono più confusi di prima. Voto sì al referendum oppure no? Chi ha ragione, gli Stati Uniti o la Corea del Nord? Siamo noi la causa del terrorismo? E potremo continuare davvero all’infinito se vogliamo. Esporre la propria idea in pubblico ormai è diventato alla portata di tutti, per cui chiunque, da più ignorante al meno ignorante, può permettersi si parlare di politica, di medicina e di critica letteraria, facilitando la divulgazione di idee sbagliate o imprecise. Vi sentite sull’orlo di un precipizio, vero? Le vostre certezze sono crollate? State riflettendo su quello che ho scritto e state pensando che ho scritto un mucchio di baggianate? Bene, allora ho svolto al meglio il mio ruolo all’interno di questo grande villaggio chiamato Web.