Prima Prova 2018: come si sviluppa il saggio breve

L’Esame di Maturità è davvero vicino: si comincerà il prossimo 20 Giugno con la Prima Prova d’Italiano. Tra le quattro tipologie di elaborato proposte dal Miur, negli ultimi anni quella che va per la maggiore è sicuramente il saggio breve sia per la lunga lista di argomenti da poter scegliere sia per la quantità di documenti che viene fornita in sede di esame. È bene ricordare che nel saggio breve deve essere utilizzato un linguaggio formale, in quanto ci si rivolge ad un ipotetico lettore informato sull’argomento, e ci si deve attenere ad una scaletta precisa:

  • titolo e destinatario ipotetico dell’elaborato;
  • introduzione dell’argomento;
  • svolgimento con l’analisi dei documenti forniti;
  • conclusione personale a cui si è giunti.

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Simulazione Prima Prova 2018: saggio breve sull’Immigrazione e l’Emigrazione

I temi dell’Immigrazione e dell’Emigrazione sono tornati ad essere al centro della discussione politica e sociale, soprattutto dopo i flussi migratori che negli ultimi anni interessano particolarmente l’Italia meridionale. Ecco un esempio di saggio breve che riprende l’argomento e che potrebbe esservi utile in sede di esame.

Saggio breve sull’Immigrazione e l’Emigrazione: titolo e destinatario

Il passo iniziale per redigere un saggio breve è l’elaborazione di un titolo e la scelta di un destinatario ipotetico a cui si vorrebbe inviare il proprio testo. In questo caso potremmo inserire:

  • Titolo: L’Italia da Paese di emigrati a Paese di immigrati
  • Destinatario: rivista socio – politica

Saggio breve sull’Immigrazione e l’Emigrazione: introduzione

Le ondate immigratorie degli ultimi anni verso l’Italia hanno fatto riaccendere la discussione sul tema generale della migrazione. Il nostro Paese, in men che non si dica, si è letteralmente trasformato da Stato di emigrati a Stato di immigrati innescando una serie di grosse problematiche non a caso al centro dell’ultima campagna elettorale. Per evitare di lanciare sentenze infondate, è giusto analizzare con scrupolosità l’argomento indagando in primis sulla diversa natura dei flussi migratori da e per l’Italia.

Saggio breve sull’Immigrazione e l’Emigrazione: svolgimento

Nei secoli passati milioni di italiani abbandonavano l’Italia in cerca di fortuna dall’altra parte del mondo, prediligendo Paesi ricchi e economicamente più sviluppati come gli Stati Uniti, l’America Latina e l’Australia. Attualmente la situazione si è capovolta ed è l’Italia stessa ad essere meta, invece, degli sbarchi clandestini di cittadini africani e dell’Est Europa. Ma qual è la differenza tra l’essere emigrato e ricoprire il ruolo di immigrato? L’emigrato è colui a cui vengono a mancare in patria le condizioni necessarie per il pieno compimento della sua vita e si vede costretto a scegliere un altro luogo in cui insediarsi. Le motivazioni che possono scatenare questo fenomeno possono essere molteplici: si può trattare di motivi economici, politici, sociali, religiosi, sentimentali, ma anche di motivi di lavoro e istruzione, o nelle peggiori delle ipotesi per motivi riguardanti la guerra o la persecuzione. L’emigrazione può essere temporanea, come succedeva ai braccianti agricoli veneti che nell’Ottocento si trasferivano in Argentina nei periodi di pausa lavorativa, oppure definitiva se il trasferimento in terra straniera è permanente. Anche l’immigrato è colui che decide di trasferirsi in un paese o in luogo diverso da quello di origine in modo provvisorio o definitivo. I motivi che lo spingono ad allontanarsi dalla propria Patria possono essere diversi: per sfuggire alla povertà, per mancanza di cibo, per sconvolgimenti ambientali, per sfuggire alla giustizia, per scontri politici o religiosi, per problemi sentimentali o per acquisire una determinata preparazione accademica. Per quanto riguarda le legislazioni dell’Unione Europea, l’autonomia economica è la condizione necessaria affinché l’immigrato possa avere un permesso di soggiorno e poi la cittadinanza.

Saggio breve sull’Immigrazione e l’Emigrazione: conclusione

Data la vicinanza geografica all’Africa e all’Est Europa, l’Italia si è ritrovata ad essere ricettacolo di migliaia di immigrati che scappano dalla propria realtà con la speranza di trovare condizioni di vita migliori. Per arginare questi flussi migratori il governo ha spesso pensato a misure drastiche come i respingimenti di massa o la creazione di un blocco navale. Provvedimenti del genere, però, creerebbero ancora più malcontento e non risolverebbero il problema. Bisognerebbe, invece, essere lungimiranti incentivando una politica costruttiva che punti ad aprire dei canali legali e regolati per l’immigrazione, sostenere l’economia dei luoghi di partenza e rendere più efficaci i rimpatri.

Maturità 2018: risorse utili