Prima Prova Maturità 2019: testo argomentativo sul razzismo

Come ormai sapete a memoria, la prima prova della Maturità 2019 sarà completamente diversa rispetto agli anni passati: la tipologia B non sarà più un saggio breve o un articolo di giornale, ma un testo argomentativo. Le tracce saranno tre, riguarderanno gli argomenti più disparati e conterranno un abstract o un articolo intero da commentare e su cui riflettere. Per arrivare super preparati alla prova bisogna allenarsi a più non posso! In questo post vi proponiamo un testo argomentativo sul razzismo svolto: provate a prendere spunto per un’eventuale esercitazione.

Tenete a portata di mano: Prima Prova Maturità 2019: giorno, orario, durata

Testo argomentativo sul razzismo: introduzione

Sembrano lontani i tempi in cui le discriminazioni razziali dominavano la scena della vita quotidiana della società. In realtà, purtroppo, il razzismo esiste ancora oggi, mascherato dall’ipocrisia e dal perbenismo.

Prima prova 2019, tema argomentativo sul razzismo: svolgimento

La tendenza a discriminare chi è diverso ha radici antichissime e sono diversi gli episodi di razzismo nella storia. Basti pensare a come greci e romani trattavano alcuni stranieri, a quanto hanno sofferto gli schiavi neri portati in America e a come hanno lottato per avere gli stessi diritti di tutti gli altri esseri umani. E ancora, non dimentichiamo gli Ebrei, perseguitati fin dalla notte dei tempi e sterminati dalla follia di Hitler. Tutto questo ci sembra lontanissimo, ma in realtà non è così. Fenomeni riconducibili al razzismo sono all’ordine del giorno e non parliamo solo di atti estremi come la recente sparatoria nella sinagoga di Pittsburgh o gli attacchi dei terroristi islamici contro le comunità cristiane. La questione è ancora più complessa in quanto il razzismo comprende anche atteggiamenti che ognuno di noi assume quotidianamente e pensieri che automaticamente saltano fuori durante discussioni su fatti di cronaca. Ad esempio, se si parla di stupro, violenza, furto, automaticamente si pensa ad uno straniero come all’autore del misfatto. E, sulla scia degli adulti, spesso fenomeni di razzismo e discriminazione si ripropongono anche a scuola, sfociando in veri e propri atti di bullismo ai danni di ragazzini che cercano in qualche modo d’integrarsi nella società. Purtroppo, però, sono tante le persone con la mente chiusa, tante le persone che non riescono a mettersi nei panni degli altri e a chiedersi: “E se dovesse capitare a me?”. Per chi è nato e cresciuto nella società occidentale è difficile mettersi nei panni di chi deve sforzarsi il doppio per essere accettato e non essere discriminato per il colore della pelle, per la religione o la lingua diversa. Dal punto di vista occidentale è difficile calarsi nei panni di chi si ritrova in un paese straniero lontano dai propri affetti e dalla propria casa e ricominciare tutto dall’inizio.

Leggi anche:

Conclusioni testo argomentativo sul razzismo

Basterebbe semplicemente fermarsi a riflettere e cercare, almeno per un attimo, di vedere le cose da una prospettiva diversa: siamo tutti esseri umani con sensazioni e sentimenti, con la voglia di condividere, di realizzare i propri sogni, di vivere una vita felice. Perché non consentire tutto ciò a chi è diverso da noi?