Prima Prova Esami Maturità 2019: Giacomo Leopardi

Domani, a quest’ora, starete tirando tutti un sospiro di sollievo perché avrete terminato la prima prova. Adesso, però, non dovete perdere la concentrazione, ma dovete rimanere attenti e, senza perdere di vista il vostro obiettivo, ripassate e cercate di svolgere al meglio delle vostre capacità le prove che affronterete. Per darvi il nostro supporto, oggi parliamo di un autore, Giacomo Leopardi, andando a ripassarne la vita e le opere principali. Non abbiamo, purtroppo, la sfera di cristallo, non possiamo sapere quali autori potranno uscire alle prove, però nulla ci impedisce di ripetere insieme a voi uno tra i più grandi autori della letteratura italiana, di cui quest’anno ricorre il centesimo anniversario della stesura di una delle liriche più celebri: L’Infinito.

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Prima Prova, Giacomo Leopardi: vita

Giacomo Leopardi nasce a Recanati, il 29 giugno 1798, in una famiglia aristocratica; Giacomo è infatti il primo dei dieci figli del conte Monaldo e della marchesa Virginia Mosca di Pesaro. Fin da bambino riceve un’educazione approfondita in molti ambiti, dalle lettere classiche alla scienza e inizia a scrivere i primi versi in tenera età. Si occupa anche di filologia, studiando e traducendo le opere classiche, fino al 1815, quando avviene la sua “conversione letteraria”. Nel 1818 scrive Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica, dove afferma la superiorità dell’immaginario classico rispetto a quello romantico. Inizia poi a raccogliere pensieri, annotazioni di carattere anche filosofico che poi andranno a costituire lo Zibaldone, che rimarrà inedito fino al 1898. Nel 1837 le sue condizioni di salute si aggravano, l’asma di Leopardi peggiorò fino a portarlo alla morte il 14 giugno, a pochi giorni dal suo 39° compleanno.

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Prima Prova, Giacomo Leopardi: le opere

La produzione letteraria di Giacomo Leopardi è molto ampia, se consideriamo che iniziò a scrivere da piccolo. Alcune delle sue rimarranno tra le più belle e famose della letteratura italiana. Di seguito, alcune delle sue principali opere:

  • Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica (1818): espone alcuni punti base della sua poetica
  • Zibaldone (1817-1832): raccolta di appunti e annotazioni scritte da Leopardi dal 1817 al 1832 di carattere filosofico, letterario, linguistico, sociale ed etico. È un’opera fondamentale per la filosofia dell’Ottocento per la sua vicinanza alle posizioni di Schopenhauer e per avere anticipato anche posizioni nietzschiane. Grazie a quest’opera, Leopardi si può definire come l’iniziatore del nichilismo.
  • Gli idilli (1819-1821): componimenti lirici brevi che trattano di vicende relative alla vita campestre e contadina. Tra gli Idilli, il più famoso è l’immortale poesia L’infinito, ma celebri sono anche Odi, Melisso, Alla Luna, La sera del dì di festa, Il sogno e La vita solitaria.
  • Operette Morali (1824-1832): le Operette Morali sono 24 brevi scritti per lo più sotto forma di dialoghi tra personaggi reali o immaginari, tra cui il Dialogo della Natura e di un Islandese.
  • I Canti (1828-1830): altra raccolta di idilli, composti a partire dal 1828. I Canti, conosciuti anche con il nome di Grandi idilli, contiene alcune delle poesie più celebri di Giacomo Leopardi, tra cui A Silvia, Il Risorgimento, Il passero solitario, Le ricordanze, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio e Canto notturno di un pastore errante dell’Asia.
  • Pensieri (1831-1835): è una raccolta di 111 pensieri in cui Leopardi riprende molte affermazioni poetiche e filosofiche.
  • Epistolario: è una raccolta di lettere, circa 940, che Leopardi inviava ai suoi amici e familiari, scritte tra il 1810 e il 1837.
  • Paralipomeni della Batracomiomachia (1831-1837): opera filologica.

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