Analisi del Testo Prima Prova 2018, Giorgio Bassani

Finalmente il gran giorno è arrivato, l‘autore dell’analisi del testo è saltato fuori: si tratta di Giorgio Bassani, autore ebreo del periodo fascista e del secondo dopoguerra italiano. Il brano è tratto da Il giardino dei Finzi-Contini, romanzo appartenente alla raccolta Il romanzo di Ferrara ambientato durante il periodo fascista. Ecco l’analisi del testo svolta!

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Il giardino dei Finzi-Contini, Bassani: Comprensione del testo

Il brano, tratto dal romanzo Il giardino dei Finzi-Contini, racconta un episodio di antisemitismo accaduto durante il periodo dell’Italia Fascista. Il protagonista, ebreo benestante, si trova nella Biblioteca Comunale di Ferrara con tutte le sue scartoffie. Si tratta di un luogo che ha sempre frequentato e in cui è sempre stato trattato bene, soprattutto dopo il conseguimento della laurea in Lettere. Ad un certo punto si avvicina uno degli inservienti, un certo Poledrelli, il quale lo intima ad andarsene. Il protagonista rimane incredulo, ma soprattutto non digerisce il fatto che la scena si sia svolta davanti agli occhi di molte altre persone. Il ragazzo infatti si chiede come sia stata possibile una cosa del genere, visto che il padre è stato volontario di guerra, ha la tessera fascista e lui stesso appartiene al gruppo degli universitari fascisti. Adesso invece la situazione per la sua famiglia, a causa delle leggi razziali, non è quella di prima: la sorella ha dovuto cambiare scuola, il fratello Ernesto invece è stato costretto a cambiare università trasferendosi in Francia.

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Analisi del testo, Il giardino dei Finzi-Contini

Qui invece ecco le domande svolte dell’analisi del testo:

2.1. Il protagonista rimprovera a Malnate il fatto di avere un giudizio positivo riguardo agli atteggiamenti dei Ferraresi. Il racconto della biblioteca vuole quindi sottolineare l’atteggiamento negativo di questi e le conseguenze subite dalla famiglia Finzi-Contini subito dopo l’applicazione delle leggi razziali.

2.2. Il protagonista è ferito in quanto fino a poco tempo prima era stato accolto benevolmente dal personale della biblioteca, soprattutto dopo la laurea in lettere. Inoltre, il fatto di essere stato scacciato con freddezza davanti a tutti lo ha umiliato ancora di più.

2.3. L’aggettivo ha un valore ironico, in quanto l’uomo sta avendo un atteggiamento negativo nei confronti del protagonista.

2.4. Il protagonista non riesce a comprendere tale atteggiamento in quanto appartiene ad una famiglia agiata che oltretutto appoggia il regime fascista.

2.5. Il tono concitato si nota soprattutto alla fine, quando il protagonista esprime indignato tutto il suo pensiero riguardo all’accaduto. Soprattutto nella parte finale, quando elenca tutti i disagi che hanno colpito la sua famiglia (la sorella costretta a cambiare scuola e il fratello che si è dovuto trasferire in Francia), lo stile appare nervoso e agitato.

2.6. L’espressione lamenta il carattere ambivalente dell’antisemitismo. Da un lato infatti gli ebrei vengono esclusi da tutto in quanto vengono considerati diversi dagli altri, dall’altro lato invece, nel momento in cui si capisce che sono uguali agli altri, lamentano il fatto che hanno atteggiamenti comuni a tutti gli altri.

Interpretazione complessiva e approfondimenti, Giorgio Bassani

Il brano è un chiaro esempio di antisemitismo e delle conseguenze in Italia dovute all’introduzione delle leggi razziali. Per chi è sempre vissuto nell’agio e nella ricchezza è difficile comprendere cos’è l’emarginazione, ed è quello che prova il protagonista del romanzo. Appartenente ad una famiglia benestante, il giovane si trova improvvisamente escluso da tutto il mondo di cui faceva parte precedentemente. Ed è quello che è successo a migliaia di ebrei durante il periodo fascista in Italia e in tutti i paesi occupati dalla Germania nazista. Sono tantissime le testimonianze a riguardo, che ci aiutano a comprendere meglio cosa hanno provato queste persone. L’esempio più eclatante è Se questo è un uomo di Primo Levi, il racconto autobiografico dell’autore sopravvissuto al campo di concentramento. Se ci concentriamo sul titolo la riflessione riguarda essenzialmente il fatto di essere tutti  uomini, dunque perché questa cattiveria. L’argomento emarginazione in Bassani non riguarda solo l’antisemitismo. Ad esempio, Athos, il medico protagonista de Gli Occhiali d’Oro, benvoluto dai ferraresi in un primo momento in quanto colto e simpatico, nel momento in cui si viene a sapere che è omosessuale viene completamente emarginato ed escluso dalla società: ciò lo porterà al suicidio.

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