Prima Prova Maturità 2018: saggio breve sull’aborto

Il 20 giugno sapremo e saprete quali sono le tracce scelte dal Miur per gli esami di maturità. Nel frattempo noi vogliamo fornirvi materiale per allenarvi, per prendere spunto e arrivare al giorno dell’esame più preparati. Oggi abbiamo scelto, come argomento, l’aborto; è un argomento molto attuale, su cui si discute molto e su cui ci sono pareri discordanti. E’ un tema molto serio e, proprio per questo, vogliamo fornirvi un esempio di saggio breve svolto.

Vieni a scoprire:

Saggio Breve sull'aborto 2018

Prima Prova Saggio Breve sull’aborto: titolo e consegna

L’aborto è un tema molto delicato che fa parte ormai del dibattito quotidiano. Ci sono opinioni discordanti, c’è chi è favorevole e chi è contrario; si può esprimere la propria opinione, nel rispetto degli altri, ma nessuno può decidere per la vita degli altri, e nessuno può criticare o giudicare la scelta dell’interruzione di gravidanza se questa è causata da motivazioni fondate e sensate. E’ un dibattito molto complesso, anche difficile da sostenere perché sono tante le variabili da prendere in considerazione. Noi proviamo ad affrontarlo con il nostro saggio breve di cui vi forniamo subito il titolo e la consegna:

  • Titolo: “Nessuno può decidere della vita altrui”
  • Consegna: Quotidiano di attualità

Saggio Breve sull’Aborto: introduzione

L’aborto è l’interruzione della gravidanza che determina la morte del feto e può essere naturale o provocata dall’intervento umano. Quest’ultimo tipo è stato reso lecito, cioè ammesso e consentito (nonostante il continuo e ancora attuale dibattito sulla natura etica e morale dell’intervento), se ricorrono determinate condizioni e con un diverso regime rispettivamente prima e dopo il novantesimo giorno, dalla Legge n. 194/1978. Il tema dell’aborto è, spesso, al centro di discussioni accese tra i favorevoli e i contrari; è un dibattito in cui è intervenuta spesso anche la Chiesa.

Saggio Breve sull’Aborto: svolgimento

L’aborto è l’interruzione della gravidanza che determina la morte del feto e può essere naturale o provocata dall’intervento umano. Quest’ultimo tipo è stato reso lecito, cioè ammesso e consentito (nonostante il continuo e ancora attuale dibattito sulla natura etica e morale dell’intervento), se ricorrono determinate condizioni e con un diverso regime rispettivamente prima e dopo il novantesimo giorno, dalla Legge n. 194/1978. Ci sono due tipi di aborto: spontaneo, quando l’interruzione della gravidanza avviene per cause naturali che non dipendono dall’uomo; provocato: quando viene indotto con tecniche mediche. L’aborto volontario, introdotto dalla legge n.194/1978, viene consentito in due condizioni: nei primi 90 giorni, la donna può decidere di abortire, dopo i 90 giorni in casi indicati dalla legge. L’etica e la morale prevedono che ci siano delle figure, gli obiettori di coscienza, che possono rifiutarsi di adempiere all’interruzione di gravidanza comunicandolo al medico provinciale. Gli obiettori di coscienza, che possono essere medici, infermieri, ostetrici e anestesisti, non operano solo nel momento in cui l’interruzione di gravidanza è necessaria per salvare a vita della donna.

Saggio Breve sull’Aborto: Conclusioni

La tematica dell’aborto divide tra chi è favorevole e chi è contrario. Nessuno dovrebbe decidere sulla vita altrui, solo in casi eccezionali, quando la vita che si andrebbe a vivere non è dignitosa o se si scoprono malattie. Nessuno, più di una donna e una mamma che porta in grembo il suo bambino, formato o meno, può decidere per la sua vita. E come dice Fiorella Mannoia: “Solo una donna può capire cosa vuol dire rinunciare a una gravidanza. E’ qualcosa che,anche con le migliori intenzioni, gli uomini non possono capire”.

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